Rotta di nuovo la fontana già danneggiata nel 2005, nello stesso punto: spariti i frammenti L'ultimo oltraggio all'opera del Sansovino risalirebbe a due settimane fa: è stato scoperto dal parroco della chiesa di Santa Maria in Domnica al Celio. Soltanto un mese fa altri vandali infierirono sulla fontana della Barcaccia Una persecuzione. Il muso del cinghiale è di nuovo spezzato, vuoi dire che la fontana della Navicella, gioiello del Sansovino. è rimasta senza la prua. Stesso identico atto vandalico di quello datato 2005. Ad accorgesene è stato don Sergio, il parroco di Santa Maria in Domenica, al Celio, che ha subito avvisato i carabinieri. Questi a catena hanno informato la Soprintendenza e ora si fa la conta dei danni, si aspetta che le forze dell'ordine ritrovino i pezzi mancanti, ci si interroga su come sorvegliare al meglio le tante opere d'arte sparse per la città, museo a cielo aperto senza pari. L'assurdo è che dei vandali con un martello hanno danneggiato ancora una volta la prua della Navicella, nello stesso punto di due anni fa. All'indomani di un altro fattaccio (la Barcaccia di piazza di Spagna sfregiata da quattro stranieri ubriachi il 15 maggio scorso) e proprio il giorno dopo l'annuncio del ministro Francesco Rutelli della firma di Napolitano del ddl che inasprisce le nonne contro vandalismo, furti d'arte, scavi clandestini, attentati al paesaggio. Il cinghiale, l'animale raffigurato sul rostro della prua, è sbeccato. I restauratori di Zètema dovranno ricominciare da capo, ma è presto per parlare di un possibile ripristino, i carabinieri stanno ancora cercando i pezzi di marmo bianco mancante. Per la Soprintendenza si tratta di «una bravata di malintenzionati» ma il danno è ingente, anche perché la Navicella è un pezzo unico, non c'è calco e se non si trovano i resti, per riprodurla gli esperti dovranno solamente fidarsi delle fotografie. Per fortuna se n'è accorto subito don Sergio, uno dei tanti parroci, custodi a volte impotenti, di preziose opere d'arte. Uno scambio di favori, quello che unisce la fontana a Santa Maria in Domnica. La fontana della Navicella infatti fu realizzata nel 151819 su committenza del cardinale Giovanni De' Medici dallo scultore Andrea Sansovino che proprio in quegli anni stava effettuando per Papa Leone X il restauro della chiesa che si trova proprio di fronte alla fontana. Ma il mistero della Navicella resta, perché da sempre le sue origini sono poco chiare (si discute se il monumento sia stato restituito su un originale o invece rifatto ex novo). Di restauri in restauri, arriviamo ai nostri giorni. Nel 2004 la Navicella ha subito un importante restyling (costo circa 94 mila euro), erano stati rimossi gli elementi metallici degradati, posti in opera i colonnotti laterali, eliminato lo zampillo centrale, sistemata l'aiuola perimetrale, rifatta la vasca con i ciotoli. Un intervento complesso. Vanificato in parte dal danneggiamento del 2005, quando appunto la prua fu presa a martellate per la prima volta. Anche allora non c'erano calchi, anche allora il lavoro fu arduo. Ora ci risiamo. Il pezzo mancante è lo stesso, solo leggermente più piccolo rispetto al 2005. Il problema è che allora i pezzi si ritrovarono, mentre stavolta non c'è ancora traccia di una parte decisiva.