Acido con Rutelli: «Conosco il ministro da bambino, lui e la cultura sono agli antipodi» Non calerà il sipario sul futuro del teatro a Milano, parola di Vittorio Sgarbi. È una promessa, quasi una sfida, che l'assessore alla Cultura ha manifestato davanti ai rappresentanti dei teatri cittadini, riunitisi ieri a Palazzo Reale per discutere sugli investimenti e le sovvenzioni da parte del Comune, divenute ormai indispensabili per garantire un futuro alle varie strutture teatrali. «Mi preme sottolineare» ha dichiarato Sgarbi «che oggi non c'è nulla di drammatico da discutere, tale da alterare i nostri rapporti di fiducia e stima». Quasi un esordio in sordina, quello dell'Assessore, rivelatosi poi preludio di una tempesta verbale che non ha tardato a manifestarsi. VITTORIO SGARBI non risparmia critiche a nessuno, nemmeno a se stesso. «Milano è l'unico luogo dove un grande progetto trova grandi sostenitori. Se i contributi pubblici non sono abbastanza, allora troveremo contributi privati come ho sempre fatto», ha sostenuto Sgarbi in aperta polemica con Claudio Abbado, sulla presunta difficoltà di trovare risorse alternative ai finanziamenti pubblici. Nel mirino dell'Assessore anche il Ministro della Cultura Francesco Rutelli, reo di aver assegnato a Napoli il Festival del Teatro attraverso un concorso. «Conosco Rutelli fin da bambino, saperlo Ministro della Cultura mi fa solo ridere, visto che lui e la cultura sono due cose agli antipodi». Successivamente, si arriva alla spinosa questione del Teatro degli Arcimboldi, struttura costata quasi 44 milioni di euro, che il comune finanzia annualmente con un milione e mezzo di euro. «Questo è un problema equivoco e ipocrita. Non ho intenzione di dare agli Arcimboldi soldi di cui può fare a meno» ha dichiarato Sgarbi «Abbiamo ricevuto alcune offerte per darlo in gestione a costo zero per il Comune, con in più la disponibilità di 60 serate. Se il Sindaco mi autorizza nell'operazione, abbiamo già trovato i soldi che Rutelli ci ha negato. Non solo, ma vi anticipo che ho già chiuso alcuni accordi per l'Arcimboldi con Zelig e Scugnizzi di Martone». Nonostante l'appalto del Festival e i relativi fondi, quasi sei milioni di euro, siano andati a Napoli, Sgarbi rilancia le ambizioni della città. «Qualunque cosa venga fatta in questa città, anche brutta, è sempre qualitativamente migliore che altrove. Io vi dico che troveremo i soldi per tutto e Milano avrà il suo Festival del Teatro». Affiancato da Antonio Calvi, Direttore del Settore Spettacolo del Comune di Milano, Sgarbi ha esposto i suoi progetti per il rilancio del sistema teatrale milanese. «Voglio proporre un tema, che è quello di Dio, ovvero Dramma Italiano Oggi. Il posto di Dio oggi è occupato dalla cultura, quindi Dio siamo noi». Uno spettacolo quindi, finanziato dal Comune, da inserire nel cartellone di ogni teatro. A questa proposta è stata affiancata anche quella di «un teatro non tradotto per una lingua non tradita», con il rilancio del teatro dialettale e serate con i grandi vecchi del teatro che raccontano loro stessi.