A Torre Melissa, in provincia di Crotone, una società edile stava realizzando, con tutte le autorizzazioni, un complesso turistico-residenziale. Scava e scava, però, ecco emergere decine di reperti archeologici, testimonianza inattesa dell'antica civiltà magnogreca. Che fare? Nel dubbio hanno pensato bene di non fermare i lavori, e di portarsi via i reperti. Ma il fatto non è sfuggito ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, che sono intervenuti ponendo tutto sotto sequestro. Ora sui reperti lavorano gli esperti del ministero dei beni culturali, che ne ipotizzano l'appartenenza ad un tempio ionico-dorico del IV-III secolo a.C, di «eccezionale interesse storico-artistico». È solo una delle tante operazioni che hanno visto protagonista questo comando speciale dei carabinieri, che fa parte del ministero per i beni culturali e che agisce in stretto coordinamento con l'arma territoriale. Un fiore all'occhiello dei carabinieri, che ha sviluppato negli anni una riconosciuta capacità investigativa e che negli ultimi dodici mesi ha individuato e recuperato più di 124mila reperti archeologici, 72mila beni librari, 24mila beni d'arte e 20mila opere d'arte falsificate. Il ministro Francesco Rutelli ha lodato ieri davanti alla stampa il lavoro del nucleo, sottolineando come questi successi siano il segno di un'inversione di tendenza: «So che di solito i media preferiscono notìzie cattive - ha ironizzato il ministro dei beni culturali - ma vi do una buona notìzia, assistiamo a una riduzione degli scavi clandestini e dei furti d'arte». In linea con questa politica sono sia il recentissimo ddl del governo che inasprisce le pene per i reati contro i beni culturali e il paesaggio, sia l'accordo di collaborazione internazionale con la Svizzera («che da un taglio netto alle vecchie complicità»). II Nucleo per la tutela del patrimonio ha rappresentato una novità nel panorama intemazionale, sin dalla sua fondazione nel 1969 - ha ricordato il suo comandante Giovanni Nistri - e si muove in stretto contatto con la rete delle polizie internazionali. «Le opere recuperate quest'anno dal Nucleo verranno in gran parte restituite ai legittimi proprietari - ha aggiunto Rutelli -A civili, ad associazioni ecdesiastiche, a privati e anche a istituzioni pubbliche, così accrescendo il nostro patrimonio pubblico, la ricchezza del nostro paese».