La vista da lassù è splendida. I due ascensori panoramici, inaugurati a ridosso della festa della Repubblica (costo sette euro per trenta secondi di viaggio e ci si trova nel cielo blu), permettono l'accesso alla terrazza del Vittoriano e da lì si può apprezzare una Roma inedita con una apertura sulla città a trecentosessanta gradi. È questo il dato incontrovertibile, Non altrettanto incontestabile è invece il risultato architettonico: da qualsi-asì parte si giri lo sguardo, la «cabina» di acciaio e cristallo svetta, sovrastando l'Ara Coeli delI'XI secolo e mutando definitivamente lo skyline urbano. Non uno skyline qualsiasi ma il cuore michelangiolesco di Roma. La pensilina trasparente incombe minacciosa sull'attico ornato dalle statue del palazzo del museo capitolino, come fosse un semplice abuso edilizio anni Settanta. Né nasconde la sua struttura dal Palatino e meno che mai da piazza. Venezia. Voluta fortemente da Francesco Rutelli, avallata dai tecnici del ministero per i beni culturali, compresa la direzione regionale, ha esaudito il sogno del progettista del Vittoriano Giuseppe Sacconi e, fino ad oggi, ha destato solo cori di ammirazione indistinta. L'archeologo Francesco Paolo Arata, della direzionedei Musei Capitolini, invece, è sconcertato. Lavora proprio sotto il «fungo», ha scattato molte fotografie e soprattutto si chiede «come sia stato possibile, in spregio del delicato equilibrio architettonico dei luoghi, permettere la realizzazione di un simile mostro». Racconta come diversi colleghi stranieri, giunti nella capitale per un convegno, siano rimasti stupefatti notando la costruzione fuori misura, così ingombrante anche se posta dietro al Vittoriano (non si poteva realizzare un corpo architettonico più basso?). Costato circa un milione e centoquantamila euro (dieci quelli dei lavori di consolidamento e restauro del monumento), l'ascensore a due cabine preserva il Complesso (è staccato dal corpo principale e ha fondamenta proprie) ma sacrifica totalmente il «panorama» antico, forse meno mediatico della vista mozzafiato promessa dalla terrazza delle Quadrighe. Al giorno, per quel viaggio nell'astronave di cristallo, sono previste più di duemila persone. E i proventi del caro biglietto? Un mistero, ma è difficile che entrino nelle tasche dello stato. Unica consolazione: sia l'architetto Paolo Rocchi, che ha progettato l'ascensore, sia il ministro Rutelli, hanno sottolineato che la struttura è reversibile e si può smontare in due settimane. Se la previsione di durata è breve, allora sarebbe stato meglio chiamare Christo e proporre un magnifico impacchettamento con tanto di ascensore: lui lascia in sede soltanto per quattordici giorni le sue installazioni.