E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando di progettazione per la ristrutturazione del museo Egizio di Torino, che raddoppierà gli spazi, passando dagli attuali 6.200 metri quadrati ai futuri 12 mila, adeguerà gli impianti di climatizzazione e sicurezza e migliorerà i servizi con ascensori e nuovi bagni. Inoltre, saranno creati ex novo bookshop, sale conferenze, cafeteria. Anche il percorso museale sarà totalmente rivisto. L'importo complessivo dei lavori è di 74 milioni di euro, di cui 4,27 per l'affidamento dei servizi di ingegneria e architettura. I progetti dovranno essere presentati entro 90 giorni dalla pubblicazione del bando. Dopo l'aggiudicazione il vincitore avrà poco più di un anno (390 giorni) per completare la progettazione esecutiva; entro ottobre 2008 dovrà essere completata la fase progettuale con la consegna dei lavori entro il 31 dicembre 2010. Tempi strettì dovuti ai festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia nel 2011, che al museo Egizio e a Torino avranno i loro luoghi cardine. «Abbiamo chiuso il 2006 superando il mezzo milione di visitatori, speriamo con questi lavori di superare il milione ogni anno dal 2012 in poi», spiega Alain Elkann, dall'ottobre 2004 presidente della fondazione che gestisce il museo torinese. E per il 2011 che obiettivi avete? «Sono previsti tra 7 e 11 milioni di visitatori, tutti gli obiettivi sono possibili». La prima tranche di finanziamento ammonta a 50 milioni ed è stata erogata per metà dalla Compagnia di San Paolo, per il restante dagli enti locali e dalla fondazione Crt. I lavori coinvolgeranno l'intero palazzo progettato da Guarino Guarini nel XVII secolo, determinando il raddoppio dell'area espositiva con l'annessione al museo degli ambienti del primo piano della Galleria Sabauda, che verrà trasferita e andrà a occupare la manica nuova del vicino palazzo Reale. «Un altro lavoro che sarà concluso entro fine 2010», garantisce Dario Disegni, d.g. della fondazione per l'arte della Compagnia di San Paolo, «il nostro contributo sarà di 15 milioni, altri 5 infine andranno su palazzo Carignano per il museo del Risorgimento».