Petruzzelli, fermate la procedura di esproprio del teatro e ripristinate il protocollo d'intesa del 2002. L'appello-intimazione al ministro per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli giunge per mezzo di un'interpellanza parlamentare urgente ì cui primi firmatari sono gli onorevoli Simeone Di Cagno Abbrescia e Angiola Filipponio. Gli ex sindaco e assessore alla Cultura della scorsa consigliatura, peraltro fautori ed in parte artefici della soluzione poi concretizzatasi per l'intervento dell'allora sottosegretario, Nicola Bono, nell'azione appena intrapresa sono a capo di una rappresentanza di parlamentari; di centrodestra pugliesi e non. «Non è nostra intenzione fare polemica - ci ha tenuto a precisare Di Cagno Abbrescia - , ma col nostro intervento intendiamo favorire la ricostruzione del teatro, anche se le premesse non sembrano consentircelo». Il vecchio protocollo, che ora si chiede di riportare in vita, prevedeva la ricostruzione del teatro entro 4 anni, grazie all'azione sinergica di Comune, Provincia e Regione tramite Fondazione, unitamente all'uso dello stesso per 40 anni dietro pagamento di un canone di 500mila euro annui alla famiglia proprietaria. Si avvia così l'ennesima puntata della telenovela che ha per protagonista il teatro bruciato quasi 16 anni or sono ed ancora in balìa di decisioni e umori della politica e della famiglia proprietaria dell'immobile. L'iniziativa è stata presentata ieri nella sede cittadina di Forza Italia, dagli stessi Di Cagno Abbrescia e Filipponìo, che nel ripercorrere le ultime tappe della vicenda non hanno lesinato duri attacchi all'attuale governo, colpevole di aver invertito la rotta da loro intrapresa 5 anni fa, ma «contra legem» secondo la vedova Tatarella. La soluzione adottata dal governo Prodi di fatto ha stravolto i precedenti accordi, dìsponendo l'esproprio dell'immobile dietro pagamento diun equo indennizzo con la motivazione «della celere ripresa delle attività culturali del Petruzzelli». Ma, sì spiega nell'interpellanza, quest'ultima «era stata impedita proprio dall'inadempimento dovuto al mancato completamento della ricostruzione del teatro da parte degli enti territoriali, nonché dalla stessa Fondazione Petruzzelli nel corso del cronoprogramma di ricostruzione». Quindi, la scelta dei Messeni Nemagna di presentare ricorso, attraverso il Tribunale di Bari, alla Corte Costituzionale per ravvisati profili di incostituzionalità nella norma di legge. «Mentre si attende il pronunciamento dei giudici - ha affermato l'ex primo cittadino -, e potrebbe passare più di un anno, tutti gli atti conseguenti all'esproprio potrebbero innescare meccanismi su cui non è possibile tornare indietro». «In caso dovesse essere annullato l'esproprio, saremmo in una situazione paradossale - ha poi spiegato -, in quanto, a fronte dell'elemento positivo della ricostruzione, le ingenti risorse reperite sia dal Governo sia dal Comune per l'indennizzo rischierebbero di non poter ; essere restituite con gravi ripercussioni sulla finanza locale, il tutto conseguenza di una decisione calata dall'alto che il Comune è stato costretto a subire». «È importante che si sappia quanto si sta complicando il tema della ricostruzione del Petruzzelli - ha asserito la Filipponio -. Ne avevamo fatto un tema e invece sta ridiventando un problema. Tutto, dalla rivoluzione della Fondazione, al ritardo inesplicabile, nelle gare di appalto è il disegno di una fantasia distruttiva illimitata, sfociata nella i decisione dell'esproprio». Con un'aggravante. «Queste beghe non consentono il perfezionamento della Fondazione ed il suo ingresso definitivo nel Fondo unico per lo spettacolo». Da qui, l'interpellanza al ministro, affinché «attraverso '. un intervento legislativo ad hoc che stabilisca l'abrogazione dell'esproprio del teatro, ripristini l'operatività del protocollo d'intesa 2002».
PETRUZZELLIPolo: interpellanza al ministro. Stop all'esproprio accordo 2002 da ripristinare
Un gruppo di parlamentari, guidati dagli onorevoli Simeone Di Cagno Abbrescia e Angiola Filipponio, ha presentato un'interpellanza urgente al ministro per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, chiedendo di fermare la procedura di esproprio del teatro Petruzzelli e ripristinare il protocollo d'intesa del 2002. Il teatro è stato bruciato quasi 16 anni fa e la famiglia proprietaria ha richiesto un indennizzo di 500mila euro all'anno per 40 anni.
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