Porta la data del 5 giugno e sarà pubblicato il 18 di questo mese sui quotidiani nazionali il bando di gara per lallestimento del nuovo Museo Egizio (di questi giorni luscita sulla Gazzetta Ufficiale). Non si conosce ancora la data di partenza dei lavori (la previsione è, genericamente, per il primo semestre del 2008), sicura e inappellabile è però quella della consegna, il 3 gennaio 2011. Il costo complessivo previsto è di 50 milioni sottoscritti dagli enti fondatori (di cui metà versati dalla Compagnia di San Paolo), il museo passerà dagli attuali 6.200 metri quadrati a 12.400. Un vero e proprio raddoppio dunque, che si otterrà occupando gli spazi ora attribuiti alla Galleria Sabauda, che traslocherà nella Manica nuova di Palazzo Reale non prima del 2009. Tra i nuovi spazi,. anche i 300 metri quadrati già affittati dalla Tipografia Marchisio, di proprietà dellAccademia delle Scienze. Il museo non si espanderà, come previsto in un primo tempo, negli spazi sotterranei del complesso di San Filippo, prospiciente al museo. Se ora i reperti esposti sono poco più di 6 mila, sui 34 mila delle intere collezioni, si presume che possano raddoppiare. «Ma non è importante la quantità dei pezzi esposti, piuttosto il modo in cui li si presenta» dice il presidente Alain Elkann. Tra le anticipazioni sul futuro allestimento, si sa che il percorso di visita partirà dal secondo piano per proseguire ai piani inferiori. Ci saranno installazioni multimediali e realtà virtuale, molta attenzione sarà dedicata allaccoglienza e ai servizi. Tra le notizie, anche quella che lo Statuario per ora non chiuderà i battenti. Si pensava di prolungarne lapertura sino alla fine dellanno, poi è prevalsa lidea di lasciarlo al suo posto durante il cantiere: «Avremo già molti lavori in corso il prossimo anno, sarebbe complicato affrontare anche quelli per il trasloco dello Statuario, che continua a riscuotere grande successo» dice la direttrice Eleni Vassilika. Non sarà invece permanente linstallazione di Riccardo Mazza "Verso Kha": a un certo punto verrà sostituita, forse con altre opere multimediali che introducano alle collezioni del museo o presentino sezioni chiuse per il cantiere in corso. (ma.p.) ------------------- KHA, LEGITTO MULTIMEDIALE LA STATUA La Tomba di Kha e della moglie Merit fotografata dallegittologo Ernesto Schiaparelli nel 1906, al momento del ritrovamento. Un video proiettato anche allesterno del museo, visibile da piazza Carignano. E ancora un pannello che raffigura una scena tratta dal Libro dei Morti. È "Verso Kha", installazione multimediale che si inaugura stasera allEgizio e sarà fruibile da domani dal pubblico, anche dai passanti che avranno il tempo (dura quattro minuti) e la curiosità per fermarsi. Ideata da Riccardo Mazza, realizzata in collaborazione con la Interactive Sound, occupa tutta la prima rampa dello scalone centrale del palazzo, spazio di solito utilizzato solo come zona di passaggio per spostarsi dallo Statuario al primo piano. È composta da immagini statiche (gli ingrandimenti in bianco e nero delle uniche due fotografie scattate da Schiaparelli) e in movimento, queste ultime proiettate su due superfici, allinterno e allesterno del museo, grazie a speciali tecniche e a diffusori a ventosa. Una voce narrante racconta la storia della scoperta di quella che è forse la maggiore attrazione nelle collezioni del palazzo dellAccademia delle Scienze. La tomba presentava agli occhi della Missione Archeologica Italiana guidata da Schiaparelli, attiva nellarea di Deir El Medina, una struttura anomala: la cripta scavata a distanza dalla cappella laveva preservata dalle razzie dei tombaroli, restituendola intatta dopo più di tremila anni. E intatto è il corredo che larchitetto delle grandi costruzioni di Tebe sotto il regno di Thutmosi III aveva deciso di portarsi nellaldilà. Lo stesso si può dire per quello della moglie. Ecco che allora possiamo immaginare particolari della vita domestica e quotidiana dei due sposi (vissuti nel secondo millennio avanti Cristo, tra il 1450 e il 1380, e morti alletà di sessantanni circa), ammirare i mobili, il vestiario, il cibo, i cosmetici. La Tomba di Kha con i corredi è collocata al primo piano del museo, in un ambiente attiguo alla terza sala. Un allestimento, quello offerto ai visitatori, non certo allaltezza della straordinaria importanza dei reperti. Per questo architetto e signora saranno oggetto di attenzioni speciali nellambito del progetto per il grande Egizio, il cui avvio è ormai prossimo. Linstallazione che si inaugura stasera (alla serata a inviti è atteso, con il sindaco Sergio Chiamparino, anche il primo cittadino romano Walter Veltroni, oggi a Torino) al momento segnala a chi si avvia verso le collezioni uscendo dallo Statuario limportanza del reperto, sostituirà quindi l"originale" quando partiranno i lavori di risistemazione e riallestimento delle collezioni. Il museo non chiuderà mai completamente, ma a sezioni. Si sa comunque, lha spiegato ieri la direttrice Eleni Vassilika, che i lavori intorno a Kha saranno tra i primi a partire, assieme a quelli per i nuovi servizi e la climatizzazione. «Linstallazione si inserisce nel nuovo rapporto di attenzione che si è instaurato con il pubblico, nellintento di rendere il museo sempre più confortevole e godibile, ma può essere vista anche come anticamera al grande progetto che sta per essere varato» ha detto ieri durante la presentazione il presidente della Fondazione Museo Antichità Egizie Alain Elkann. Elkann ha sottolineato anche il «contrasto tra le immagini in bianco e nero proposte nellinstallazione, consone allimpostazione ottocentesca generale, e le forti tinte di alcune immagini, relative alla realtà di un Egitto a colori». Torinese, non nuovo a produzioni museali (ha realizzato tra laltro i video per la mostra su Cesare Pavese, allestita sino a domenica allArchivio di Stato), Riccardo Mazza ha lavorato sei mesi al progetto "Verso Kha" (per lallestimento sono stati utilizzati oltre 120 metri quadrati di grafica applicata su alluminio). Stasera alla vernice si brinderà con una speciale birra realizzata dal Birrificio di Torino, presentata in bottiglie ispirate a contenitori rinvenuti tra quegli antichi corredi e riproposta oggi con una ricetta del tempo dei faraoni
TORINO - pubblicato il bando; 50 milioni al nuovo Museo Egizio
Il Museo Egizio di Torino sarà inaugurato il 18 giugno con un bando di gara per lallestimento del nuovo museo. Il costo previsto è di 50 milioni, di cui metà versati dalla Compagnia di San Paolo. Il museo passerà dagli attuali 6.200 metri quadrati a 12.400. Tra i nuovi spazi, anche i 300 metri quadrati già affittati dalla Tipografia Marchisio. Il museo non si espanderà negli spazi sotterranei del complesso di San Filippo. La direzione del museo, guidata da Alain Elkann, ha annunciato che il percorso di visita partirà dal secondo piano e proseguirà ai piani inferiori.
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