Ad essere colpita nella notte tra sabato e domenica è stata la zona protetta della piramide di vetro L'architetto Apolloni: «I danni provocati dai nuovi barbari per fortuna non sono irreparabili» Oderzo Gravi atti vandalici sono stati messi a segno ai danni del Foro Romano. Il triste episodio è avvenuto nella notte fra sabato e domenica, proprio mentre in città era in corso la rievocazione storica di Opitergium, che è stata così apprezzata, e non solo dagli opitergini. Un inciso: Attila, re degli Unni, passò da queste parti ma non toccò Oderzo. La città invece si ritrova a dover fare i conti con i moderni barbari, nei quali il dispregio per il bene pubblico unito ad una profonda ignoranza formano una miscela esplosiva. Essi hanno infierito su uno dei luoghi più importanti del passato opitergino, appunto il Foro Romano. Ad essere stata colpita è stata la zona protetta dalla piramide di vetro, l'ultima in ordine di tempo ad essere stata aperta un paio d'anni fa ai visitatori, dopo un lungo lavoro di scavo e sistemazione. Lastre sollevate e divelte, pietre spaccate e disseminate in giro, l'estintore svuotato con la schiuma bianca finita nei condotti del Foro. E' stato questo il triste spettacolo che si è presentato agli occhi dei volontari dell'Associazione Athena domenica mattina. I volontari si stavano organizzando per lo svolgimento del "Percorso archeologico opitergino" che si tiene ogni prima domenica del mese e tramite il quale i visitatori possono essere condotti, gratuitamente, a visitare le zone archeologiche più importanti della città. «E' stato uno spettacolo ben triste quello che ci siamo trovati davanti - racconta l'architetto Pier Antonio Appoloni - per quanto siamo riusciti abbiamo sistemato. Abbiamo nel contempo deciso di lasciare evidenti alcune tracce del passaggio di questi nuovi barbari, in modo che i visitatori potessero rendersi conto dei problemi ai quali vanno incontro le vestigia del passato giunte fino a noi». Naturalmente profondo sdegno è stato espresso da chi ha compiuto la visita e, più in generale, da tutti quegli opitergini che sono venuti a sapere della cosa. «Per fortuna i danni non sono irreparabili - dice l'architetto Appoloni - ma in ogni caso bisogna spendere denaro pubblico per sistemare». La banda dei vandali deve essersi calata dalla passerella sospesa che si trova all'interno della piramide nella zona archeologica sottostante. Dopo aver compiuto i danneggiamenti sembra che abbiano tentato di riguadagnare la superficie senza però riuscire a raggiungere la passerella. Allora si sono inoltrati nell'area sotterranea del Foro, arrivando fino al cancello d'ingresso. L'hanno divelto per riuscire ad uscire, dileguandosi nella notte.