Si tratta dei resti di un mammuth rinvenuti nel 1962 quasi casualmente nella zona di valle Radice Il comitato «SOS Serapide» si sta attivando per cercare di far acquisire al patrimonio della città ossa di animali preistorici SORA Restituire alla nostra città i resti di animali preistorici attualmente esposti in un museo romano. Davvero instancabile l'attività del comitato «SOS Serapide» di ricerca e studio dei reperti e dei ritrovamenti fossili e ossei avvenuti nel territorio sorano. Partendo da un articolo del giornalista e studioso Pietro Margiotta di qualche mese fa, il presidente del comitato Otello Martini ed il suo vice Vincenzo Recchia sono infatti risaliti ad una fatto avvenuto nel 1962 nella zona di Valle Radice dove successivamente venne realizzata la la Chiesa dei Camilliani. Qui il nostro compaesano Vincenzo Persichini scoprì «una profonda fenditura nel terreno, una specie di voragine il cui ingresso era abbondantemente occluso e coperto dai lapilli». Si trattava di «una voragine naturale, che ha sicuramente rappresentato come una vera e propria trappola per molti animali, i quali ivi precipitati non potevano più uscirne». Il sorano «ben determinato a vedere che cosa contenesse, preso il coraggio a due mani e dimenticandosi quasi totalmente degli eventuali pericoli, riuscì a calarsi e a penetrarvi con molta curiosità e vi scoprì numerose, strane, ed enormi ossa, che fin dalle prime analisi non faceva fatica a capire che risalivano alla notte dei tempi, quando l'uomo ancora non esisteva!». Infatti, «erano le ossa ben conservate di un Mammuth e di diversi altri animali di quell'epoca, che secondo gli studiosi risalgono pressappoco tra i 5 e i 6 milioni e mezzo di anni fa, e quindi ad un periodo che viene classificato tra il Pliocene e il Pleistocene». Saputa la notizia «la Soprintendenza inviò alcuni ispettori che confiscarono immediatamente tutto quanto il nostro concittadino aveva ritrovato» e successivamente «furono condotti studi e scavi approfonditi, nella zona di quel ritrovamento, e così furono ritrovate ulteriori numerosissime testimonianze, di quelle epoche così remote sul nostro territorio». Così, narrata la storia Martini e Recchia vengono al dunque ricordando che «allo scopritore spettava una cospicua somma mentre i ritrovamenti dovevano restare di proprietà di Sora. Pur riconoscendo che forse il museo Luigi Pigorini di Roma (dove attualmente sono conservati i ritrovamenti) potesse esser allora più adatto a catalogare materiale preistorico così importante, Sos Serapide chiede ora se non sia il caso di farsi finalmente restituire quanto rinvenuto per poi esporlo nella nostra città. Domanda che girano all'amministrazione comunale e in particolare all'assessore alla cultura Bruno La Pietra che peraltro è appassionato dell'argomento. Il comitato cittadino infine auspica che simili ìprelievi forzati» non avvengano più e che resti a Sora quello che è di Sora. Ai sorani resta l'amara considerazione che era ottimistico pensare che furti ed altre diavolerie sui reperti archeologici e o preistorici erano segno di questi (brutti) tempi. Altre cose, dello stesso tenore e con altri protagonisti, purtroppo sono avvenute anche in passato. martedì 12 giugno 2007
SORA Restituiteci i nostri tesori archeologici
Nel 1962, un cittadino sorano, Vincenzo Persichini, scoprì una voragine naturale nella zona di Valle Radice, dove trovò numerose e ben conservate ossa di mammuth e altri animali preistorici. Le ossa risalgono a circa 5-6 milioni di anni fa, durante il Pliocene e il Pleistocene. La Soprintendenza confiscò le ossa e condusse studi e scavi approfonditi nella zona. Il comitato SOS Serapide, che si occupa di ricerca e studio dei reperti e dei ritrovamenti fossili e ossei, chiede di restituire le ossa alla città di Sora, che attualmente sono esposte nel museo Luigi Pigorini di Roma.
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