Il dibattito sulla statua ritrovata nel Mediterraneo nel 1997 è ancora aperto : ieri un convegno a Mazara del Vallo Il «Satiro danzante» (nella foto), ritrovato nel Mediterraneo nel 1997, è opera di Prassitele, cioè del IV secolo a.C. o no? Il dibattito tra gli studiosi, archeologi e studiosi d'arte è ancora aperto ed è stato al centro del convegno che si è svolto ieri mattina a Mazara del Vallo, nel Trapanese. Per Alain Pasquier, capo del dipartimento antichità greche, romane, etrusche e latine del Louvre, e Jaen Luc Martinez, curatore del dipartimento e responsabile dell'allestimento della mostra dedicata a Prassitele nel museo parigino, la statua bronzea non sarebbe opera dello scultore greco. Pasquier sostiene che «senza nulla togliere alla bellezza e al valore artistico del Satiro danzante l' opera non è di Prassitele, che operò nel IV secolo a.C.: ciò si potrebbe dedurre dalla tecnica di fusione della statua». Una datazione dell'opera al IV secolo a.C. continua, invece, ad essere ribadita da Paolo Moreno, dell'università di Roma Tre, secondo cui «la statua dovrebbe essere identificata con il 'satiro periboetos' di Prassitele, citato da Plinio» dice il soprintendente ai Beni culturali di Trapani, Giuseppe Gini. Questa datazione sarebbe confermata, secondo Moreno, da un confronto con un «Satiro danzante davanti al dio Dioniso seduto» raffigurato su un vaso attico risalente al IV secolo a.C. Il satiro, trovato nel Canale di Sicilia dai marinai del peschereccio «Mastro Ciccio», e che secondo Sebastiano Tusa, soprintendente del mare della Regione siciliana, era trasportato da una nave che naufragò tra Pantelleria e Capo Bon in Tunisia tra il III e il II secolo a.C., per l' altro studioso francese Martinez «si rifarebbe ad un prototipo della fine del IV secolo, non attribuibile a Prassitele perché da un confronto tipologico con le altre opere dello scultore greco ci sono delle differenze». Secondo il francese «questo bronzo non ha nulla della compostezza anatomica delle opere prassiteliche: il "gioco" anatomico è diverso, "instabile adagiato" quello di Prassitele, vibrante nell'aria questo e il modo di rendere i capelli: riccioli corposi contro la minuzia calligrafica del bronzo». La statua rimarrà fino al 18 giugno al Louvre, per poi tornare in Sicilia prima a Palazzo dei Normanni, a Palermo, per una mostra in occasione del 60mo anniversario dell'Ars e poi nella sua sede a Mazara del Vallo.
Gli studiosi del Louvre: il Satiro danzante non è di Prassitele
Un convegno a Mazara del Vallo ha discusso sulla statua del Satiro danzante ritrovata nel Mediterraneo nel 1997. Gli studiosi archeologi e d'arte hanno dibattuto sulla sua autografia, con Alain Pasquier e Jaen Luc Martinez che sostengono che non sia opera di Prassitele, ma di un artista sconosciuto. Pasquier sostiene che la tecnica di fusione della statua non è tipica di Prassitele, che operò nel IV secolo a.C. Martinez, invece, si rifà ad un prototipo della fine del IV secolo, ma non attribuibile a Prassitele. La statua è stata data al IV secolo a.C. da Paolo Moreno, ma Pasquier e Martinez sostengono che la sua composizione anatomica è diversa da quella di Prassitele.
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