Nel novembre 2006 la società è stata commissariata a causa dei ripetuti e pesanti rilievi dei giudici contabili sulla gestione dei progetti che devono beneficiare di finanziamenti -------------------------------------------------------------------------------- La Arcus spa, società del ministeri dei Beni Culturali e delle Infrastrutture e come tali facente capo ai ministri Francesco Rutelli e Antonio Di Pietro, nasce nel 2004 per sostenere iniziative nell'arte, nella cultura e nello spettacolo, con l'obiettivo di realizzare progetti «a minori costi per lo Stato». Magari?! Ebbene la Arcus è in stato di commissariamento dal 10 novembre 2006. Il commissariamento si è reso necessario a causa dei ripetuti e pesanti rilievi effettuati dalla Corte dei Conti sia in merito alla gestione interna, considerata dai magistrati contabili eccessivamente «privatistica» dei soldi pubblici con assunzioni con stipendi elevati opinabili e consulenze record, sia in merito... ...alla gestione dei progetti che devono beneficiare dei finanziamenti, per i quali vi è opacità di percorso nell'assegnazione. Tanto per gradire, infatti, l'esercizio 2006 si è concluso con un passivo di 46,3 milioni di euro. Tra i programmi di intervento, finanziati da Arcus per il 2006, giusto per fare un esempio, spiccano i finanziamenti di 1.950.000 euro elargiti alla Società "Comunicare Organizzando srl", per la realizzazione della "Mostra Vesuvio" (300 mila euro) e "Mostra Collezioni Terruzzi" (650 mila euro), nonché per due Eventi, organizzati rispettivamente per "l'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano" (Radici della Nazione - 500 mila euro) e per il "Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi" (Celebrazioni bicentenario nascita Garibaldi - altri 500 mila euro), svoltesi al Vittoriano. Alcune considerazioni. Innanzitutto, come è possibile che una sola srl, società privata, non un Comune o una Onlus, si "becchi" la gestione di tutti questi soldi? D'accordo, il presidente della "Comunicare Organizzando", Nicosia, avrà parenti politici illustri, ma questo giustifica una simile concentrazione di risorse? Per dare un'idea, alla Fondazione Orchestra Sinfonica Verdi, che tutti sanno essere in difficoltà, arrivano appena 500 mila euro. Poi Rutelli, attaccato giustamente dal sindaco Letizia Moratti perché non investe per la cultura a Milano, risponde piccato. I numeri sono numeri. Quando spendi un milione di euro per le Radici della Nazione e Garibaldi è meglio che di Milano non parli. Intanto, Brera e l'Orchestra Verdi sono alla canna del gas. Ricordiamo che la missione di Arcus, società a capitale pubblico, è principalmente quella di trasformare un bene in "soggetto attivo di sviluppo", finanziando "grandi progetti per grandi ritorni". Lo stesso ministro Di Pietro, nella trasmissione Uno Mattina del 17 aprile 2007, a proposito di Arcus, ha fatto le seguenti osservazioni: «Esiste una Società, chiamata Arcus, che dovrebbe prendere il 5 per cento per la realizzazione di opere architettoniche, ma che finanzia concerti sinfonici», ribadendo, nel merito, la celeberrima frase: «Che ci azzecca?!». Peccato poi che lo stesso Di Pietro non si faccia alcuno scrupolo di controfirmare, insieme al Rutelli, l'atto del 16 marzo 2007 con cui, oltre agli stanziamenti già citati, vengono erogati 750 mila euro per la Torre di Montebello, a Montenero di Bisaccia. Esatto: il paese di Di Pietro. È suo figlio, il consigliere comunale e provinciale (due cariche in Italia non guastano mai!) Cristiano Di Pietro a darne l'annuncio in una conferenza stampa. «Un finanziamento che Montenero aspettava da tempo - ha spiegato Di Pietro jr - e che si è realizzato grazie anche all'intervento del ministro Antonio Di Pietro». Bene. Bravo. Nulla di illegale, per amor di Dio: la classica "marchetta", come si dice in gergo. Però quella firma Di Pietro accanto a quella di Rutelli in calce al decreto congiunto dei due ministeri stona un po'. Rutelli dal canto suo pensa bene di mettere come commissario alla Arcus il fedele Sciarelli, che pare essere tra i finanziatori di Europa, il giornale dello stesso Rutelli. Insomma, una storia confusa, o meglio tipicamente italiana. Ne sentiremo parlare ancora.