La struttura ex militare di via Lugagnano è abbandonata ma in buone condizioni. È ancora proprietà del Demanio Può essere un luogo di aggregazione inserito in un parco I tempi sarebbero maturi per la cessione al Comune di Verona. Il comitato locale parla di «occasione unica per donare ai cittadini uno spazio verde e di grande valore culturale» Con la cava Speziala sarebbe un'oasi naturale e di architettura disponibile con pochi interventi Il quartiere di San Massimo reclama a nome di tutta la città il forte militare di Via Lugagnano, chiuso e inutilizzato da oltre 15 anni. Il forte Rudolf, così chiamato in onore dell'arciduca Rodolfo d'Asburgo (1858-1889), è una delle tante costruzioni militari della città ereditate dal passato e dimenticate nel presente, lasciate in uno stato di totale abbandono. Ma il tempo è stato clemente col forte in questione, che versa ancora in buone condizioni a 1.400 metri davanti al borgo di San Massimo, e che venerdì sera è stato argomento di un incontro tenutosi alle scuole medie Don Lorenzo Milani e promosso dal Comitato di Quartiere San Massimo-Croce Bianca e da Legambiente Verona. Tra i relatori della serata, l'architetto Lino Vittorio Bozzetto, che ha esposto il grande valore storico e culturale dei forti Rudolf e Radetzky, quest'ultimo completamente spianato e demolito tra le due guerre mondiali. Il Rudolf faceva sistema con il Forte Chievo, arretrato sull'ala destra, e con il Forte Dossobuono, sulla sinistra. Le sue artiglierie da fortezza dominavano la pianura antistante fino quasi al limite dei rilievi morenici di Sommacampagna, Sona e Palazzolo e presidiavano la strada proveniente da Peschiera e la ferrovia Milano-Venezia nel lontano 1854. «La valorizzazione del forte Rudolf è indispensabile per salvare dalla distruzione un quadro paesistico e architettonico irripetibile» ha sottolineato Bozzetto. Una raccomandazione fatta al momento giusto, visto che per la fine di giugno è previsto il passaggio del forte dal Demanio Militare all'Agenzia del Demanio, un Ente Pubblico Economico (Epe) che operando nell'ambito della pubblica amministrazione gestisce il patrimonio immobiliare dello Stato. Sembra quindi concretizzarsi, dopo tanti anni di attesa, la possibilità di cessione del forte agli enti locali, in questo caso al Comune di Verona. «Una possibilità unica per donare al quartiere, anzi all'intera città, uno spazio importante sia per il verde che per il valore culturale», commenta Massimo Benedetti, membro del Comitato di San Massimo. Da molto tempo, infatti, la frazione chiede un luogo di aggregazione per le proprie associazioni, luogo individuato più volte proprio nel forte, il quale insieme alla vicina ex cava Speziala rappresenta una meravigliosa oasi di verde e architettura utilizzabile con pochi interventi di ristrutturazione. Il paesaggista Alberto Ballestriero, altro relatore della serata, ha parlato in generale dei forti della pianura veronese che furono edificati dalla prima metà dell'Ottocento e che corrono da meridione ad occidente della città, sulla riva destra dell'Adige. «Una vera rete ecologica che corre all'interno della nostra città», afferma Carlo Furlan, presidente di Legambiente Verona, «e che si iscrive all'interno del nostro progetto Parco delle mura di Verona al quale stiamo lavorando da anni». Un progetto, quello di Legambiente, che potrebbe diventare realtà, vista la proposta di legge per la costituzione di un «Parco nazionale delle mura e dei forti di Verona» presentata dal deputato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente alla Camera. Entusiasmo nel quartiere: «È da quasi venti anni che combattiamo per la realizzazione di un simile progetto», incalza Domenico Bonvicini, a capo del comitato «Un Parco per la città», «speriamo che la nuova amministrazione comunale non si lasci sfuggire l'occasione per realizzarlo». Alessio Pisanò
SAN MASSIMO. Il quartiere vuole il forte
Il forte militare di via Lugagnano, chiamato Rudolf, è un edificio abbandonato ma in buone condizioni, situato nel quartiere di San Massimo a Verona. Il forte è stato costruito nel 1854 e ha una grande importanza storica e culturale. Il Comitato di Quartiere San Massimo-Croce Bianca e Legambiente Verona hanno organizzato un incontro per discutere della possibilità di valorizzare il forte e di cederlo al Comune di Verona. L'architetto Lino Vittorio Bozzetto ha sottolineato il grande valore storico e culturale del forte e ha espresso la necessità di valorizzarlo per salvare il quadro paesistico e architettonico irripetibile.
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