Torna a risplendere la facciata della chiesa di San Zaccaria, classico esempio della rinascenza veneziana, a conclusione di una lunga e accurata pulizia e del consolidamento dei pregiati marmi. I lavori, iniziati tre anni fa sono stati realizzati nell'ambito del programma dell'Unesco e dei Comitati Privati per la salvaguardia di Venezia, resi possibili dai finanziamenti congiunti del Comitato Olandese "Stichting Nederlands Venetie" e di quello statunitense "Venetian Heritage", con la direzione della Soprintendenza ai Monumenti, rappresentata da Emanuela Zucchetta e Silvia Magnani. L'opera di restauro era stata preceduta nel 2002 da un rilievo fotogrammetrico della facciata, spiega Giorgio Pontello, responsabile economico a San Zaccaria, e all'analisi delle pietre con relative puliture dei marmi e delle superfici lapidee. La ditta esecutrice dei lavori "Gruppo GRC", diretto da Vincenzo Casali ha pure effettuato una radicale opera di rimozione della vegetazione infestante e consolidato e sigillato tutte le pietre. San Zaccaria, monumento tra i più prestigiosi di Venezia, è stata innalzata nel 1458 da Mauro Condussi, lo stesso cui si ascrive la chiesa di San Michele in Isola e la facciata della Scuola Grande di San Marco, in campo dei Santi Giovanni e Paolo. Per la costruzione della facciata sono stati utilizzati marmi pregiati e pietre delle cave dell'Istria oltre alla pietra nera di Verona che evidenzia i movimenti della facciata, in aggiunta ai marmi rossi che ornano il basamento. Gli ultimi restauri all'edificio, meta ininterrotta di visitatori, sono stati svolti nel 1994 con la ripulizia e il consolidamento dei quattro tondi del basamento raffiguranti i profeti.