Lendinara Rubata una tela del XVI secolo dalla chiesa di San Biagio. Un furto compiuto senza che qualcuno se ne accorgesse, tanto che la sparizione è stata notata solo dopo alcuni giorni: il furto potrebbe essersi verificato giovedì o venerdì, vista l'ubicazione un po' defilata dell'opera, che si trovava nell'ambulacro a destra. La tela raffigura la Sacra Famiglia con San Giovannino e Santa Elisabetta ed è un'opera nella quale, secondo i dati della Soprintendenza , si riscontra una cultura manierista, con elementi romani ed emiliani, e punti di contatto con il pittore forlivese Gian Francesco Modigliani. La scena si svolge in un interno e sullo sfondo, attraverso un arco, si intravede un paesaggio montuoso. La Madonna è dipinta sulla destra, con un abito rosa e un manto color petrolio, mente tiene in braccio il Bambino. Su un secondo piano sulla sinistra è visibile un angelo, insieme a San Giuseppe abbigliato con un abito "petrolio" e manto ocra. Inginocchiati accanto alla Madonna sono raffigurati San Giovannino e Santa Elisabetta, mentre in primo piano in basso a destra si intravedono un uomo e una donna che assistono alla scena. L'opera è in buono stato di conservazione, grazie al restauro operato nel 1980 voluto dal parroco don Vincenzo Polo. Che ora non riesce a capacitarsi di quanto accaduto, cercando di capire la dinamica dei fatti. La chiesa è costantemente custodita, anche tramite telecamere di sorveglianza, quindi si pensa a dei professionisti del furto di opere d'arte, che abbiano studiato a lungo la situazione per farla franca. Le misure relativamente contenute del dipinto, 116 centimetri per 97, hanno facilitato l'asportazione da parte dei ladri, che probabilmente si sono serviti di una scala o potrebbero aver tirato la tela fino alla rottura dei cavi che sostenevano l'opera. Si ipotizza che il tutto si sia svolto in una manciata di minuti e in pieno giorno. I carabinieri di Lendinara hanno raccolto la denuncia e l'accurata documentazione presentata da don Polo e ora la tela raffigurante la Sacra famiglia sarà inserita nella banca dati telematica "Leonardo" utilizzata dai nuclei Tutela patrimonio culturale dell'Arma con la speranza di poterla rintracciare.