Il sindaco: «Dovremo versare al Demanio parte dell'incasso dei biglietti del camminamento di ronda» Ingiunzioni di pagamento da 1.500 a 30 mila euro per i proprietari di strutture vicine alla cinta Marostica All'ombra delle storiche mura svolazzano cartelle a quattro zeri. Come il nostro giornale ha già riportato ieri, lo Stato dopo anni di silenzio si è svegliato e adesso per molti sono dolori, sotto forma di pesanti gabelle arretrate da pagare per avere "sfruttato" le mura, appoggiandovi edifici o muretti, o avere costruito qualcosa nella fascia di rispetto di tre metri.Il Demanio, dopo aver spedito gli ispettori che perlustrarono a piedi tutte le proprietà e le aree vicine alle mura, prendendo meticolosamente nota di tutto, adesso ha mandato il conto. Una cinquantina le famiglie e i proprietari interessati a questa faccenda, per la quale più di qualcuno grida al medioevo. «Per fortuna il Castello da basso è di proprietà comunale - dice il sindaco Alcide Bertazzo - sennò chissà che cifre ci chiederebbero per l'utilizzo. So che gli ispettori del Demanio sono venuti qui su indicazione della Soprintendenza , che aveva chiesto di rivelare le strutture e le superfetazioni addossate alle mura. Di certo non credo che tutte siano abusive. Alcune costruzioni hanno qualche secolo! Di certo quelle fatte prima del '67 e poi sanate con il primo condono del 1985 sono a posto. Il Demanio chiede i dieci anni arretrati, da un minimo di 1.500 euro, 150 l'anno, e poi si farà pagare un canone annuo. Ma so che ci sono già proprietari che pagano un canone in base ad accordi e convenzioni». Il Comune ha deciso di pagare, anche per le porte incardinate alle mura (classico eccesso di burocrazia zelante) e per la costruzione del castello superiore, realizzata decine di anni fa interessando la cinta. Ma si preannuncia un balzello statale anche sull'utilizzo turistico culturale delle mura: «Ci è già stato detto - spiega Bertazzo - che quando sarà completato il camminamento di ronda, che stiamo realizzando con fondi europei, regionali, delle città murate, della Fondazione Cariverona e dall'8 per mille, una parte degli introiti dei biglietti d'ingresso dovranno andare al Demanio. Che non ci ha messo un euro!». Per certe vaste proprietà immobiliari si parla di 30 mila euro da pagare, per altre di ingiunzioni da 1.500-2.000 euro in su. Ma se i "colpiti" protestano, c'è anche chi sostiene che un po' di raziocinio c'è, nell'iniziativa dello Stato.Giorgio Bittante, presidente della Compagnia delle Mura, il gruppo volontario molto attivo nel prestare la sua opera per la ristrutturazione e la valorizzazione della storica cinta, spiega: «Certo in alcuni casi saranno degli eccessi, le richieste di pagamento, ma noi della Compagnia le mura le conosciamo bene e anche le strutture addossate. E devo dire che do pienamente ragione al Demanio. C'è una quantità di roba che se non esistesse sarebbe meglio». Strutture nuove? «Assolutamente no, si tratta di strutture vecchie. Però, io credo, abusive, per lo più. Strutture che andrebbero abbattute. Adesso, con le pendole che arrivano, credo che molti si decideranno a tirarle giù. Per lo più sono lavori fatti negli anni '50 e '60, senza permessi o autorizzazioni. Fu colpa anche del Comune, mi domando a quei tempi che controlli facessero geometri e incaricati comunali. In effetti ci sono situazioni assurde: vicino a porta Vicenza ci fu chi buttò giù il coperto e lo rifece più alto del camminamento! Per non parlare di certi garage in via Collesello». Claudio Strati
MAROSTICA Una tassa per passeggiare sulle mura
Il Demanio ha inviato ispettori per valutare le strutture vicine alle mura di Marostica e ha richiesto il pagamento di gabelle arretrate da 1.500 a 30 mila euro. Il sindaco Alcide Bertazzo ha affermato che il Comune pagherà per le porte incardinate alle mura e per la costruzione del castello superiore, ma si preannuncia un balzello statale anche sull'utilizzo turistico culturale delle mura. I proprietari interessati hanno ricevuto ingiunzioni di pagamento, che possono raggiungere cifre elevate.
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