MILANO - IL TIRO ALLA MUCCA PROSEGUE. Senza sosta. Da quando lo scorso 14 aprile sono state esposte per vie e piazze, le cento sculture d'artista della «Cowparade», la più grande mostra itinerante del mondo nata nel '98 da un'idea dello scultore svizzero Pascal Snapp, hanno subito una devastazione senza eguali. Non passa giorno che non ne venga van-dalizzata una. Ieri notte è toccato alle due mucche esposte in piazza Cordusio. Tre studenti tra i 18 e i 20 anni, due ragazzi e una ragazza in vena di bravate, ne hanno fatta rotolare una per le scale della metropolitana e a un'altra, quella che era posta di fronte alla Istituto San Paolo, hanno staccato un corno. Ma non l'hanno fatta franca. Le telecamere disseminate nella piazza hanno ripreso in diretta il loro gesto e una guardia giurata dell'Atm è potuta intervenire per cercare di fermarli. A bloccare definitivamente i tre, però, è stato il successivo intervento degli agenti di una volante, che dopo aver identificato i tre giovani, due ragazzi di 19 e 20 anni e una ragazza di 18, li hanno denunciati per danneggiamen-to aggravato. Una misura punitiva che probabilmente non servirà a scoraggiare gli altri vandali in agguato che stanno dando a Milano un primato da vergogna: quello di essere l'unica città al mondo, tra quelle che in questi anni hanno ospitato la «Cowparade», ad aver fatto registrare atti vandalici contro le mucche-sculture. SENZA ANDARE TROPPO LONTANO nel tempo, basta ricordare cosa è successo la notte del 23 maggio durante i festeggiamenti per la vittoria del Milan in Champions League. In piazza San Babila cinque mucche sono state gettate nell'acqua della fontana, mentre un'altra è stata ritrovata sotto alla metropolitana. In via Cerva ne è stata buttata una in mezzo alla strada e in corso Vittorio Emanuele una è stata spaccata a metà e a un'altra è stata rubata la base, composta da un prato fiorito. Per non parlare dei roghi: una mucca è stata bruciata in corso Vittorio Emanuele e un'altra è stata usata in piazza Duomo come piattaforma per i fumogeni. E questo in una sola notte di festeggiamenti. Ma nei giorni e nelle settimane precedenti era toccato pure alle mucche esposte in largo Donegani, davanti al consolato americano e a quelle di via Dante, corso Comò e alla Triennale. Eppure gli organizzatori non si arrendono. Anzi, rilanciano: «Per dicembre abbiamo già in cantiere un'altra esposizione all'aperto, che richiami ai valori della fruizione culturale aperta a tutti e alla convivenza civile». Resta solo da chiarire chi lo spiega alle mucche.