Il sindaco di Praia a mare Biagio Praticò è stato rinviato a giudizio nella mattinata di ieri per il reato di falso ideologico in relazione alla realizzazione dell'ecomostro di località Fiuzzi: la struttura alberghiera di 52 mila metri realizzata di fronte all'Isola di Dino. Il rinvio al dibattimento è stato deciso dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Scalea Paolo Scognamiglio che ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero, il sostituto procuratore Domenico Fiordalisi. La prima udienza del Pubblico Processo si terrà il prossimo 20 Dicembre, mentre il 30 Gennaio è invece prevista l'istruttoria dibattimentale sulla costruzione del mega-lbergo che vede rinviati a giudizio per reati urbanistici ed ambientali amministratori e costruttori. Il falso contestato al Sindaco Biagio Praticò è legato al nulla osta rilasciato alla società costruttrice del mega complesso, prendendo spunto da un provvedimento del ministero competente che si riferiva ad una zona del centro storico cittadino lontana chilometri da quell'area. Il sindaco, in sostanza, avrebbe spacciato quel provvedimento per un atto attinente a quella zona quando invece rappresentava una palese forzatura per aggirare la legge. Ciò è stato fatto notare al gup dal Pubblico Ministero Domenico Fiordalisi anche in risposta alle argomentazioni addotte dall'avvocato Nicola Guerriera in difesa del suo assistito. Quindi è scattato il rinvio a giudizio. Sulla vicenda dell'ecomostro, come si ricorderà- , si sono costituiti parte civile il WWF Italia, i Vas regionali di Emilio Quintieri, la Regione calabria. Il comune di praia a mare difficilmente si costituirà perché in tal caso, dovrebbe costituirsi contro se stesso, essendo stati quegli stessi amministratori ad aver violato-almeno da quanto traspare in questa prima fase del processo di primo grado- le leggi del settore. In un altro filone dell'inchiesta su questo primo ecomostro, sono stati contestati reati pesanti come ad esempio la corruzione , la turbata liberà degli incanti mediante collusione, la falsità ideologica, l'abuso d'ufficio, l'intervento abusivo su bene di interesse ambientale. Alcune ipotesi sono cadute, altre sono arrivate in dibattimento con gli imputati al seguito. Sulla vicenda , già nei mesi scorsi,il ministero dell'ambiente ha reso noto che al termine della catalogazione degli ecomostri italiani procedere al loro abbattimento, come è accaduto ieri a Copanello. "Lavorerò ad un censimento degli ecomostri, soprattutto degli scheletri che costellano le nostre coste- aveva dichiarato Scanio- e provvederò a farne la demolizione. C'è bisogno di avere una azione molto dura e rigida contro l'abusivismo costiero". Ed ora altre strutture rischiano di cadere sotto i colpi delle ruspe del governo. Guido Scarpino. g.scarpinocalabriaora.it