ROMA - Sarà un vero e proprio «motore per il futuro», come lo definisce il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, il Dipartimento per ricerca, innovazione e organizzazione, previsto nella riforma approvata ieri in Consiglio dei ministri. «Questa è la novità più importante - ha sottolineato Urbani, a margine dell'inaugurazione della nuova sede per il Reparto carabinieri addetti alla tutela dei beni culturali - che presiederà tutte le attività di ricerca, l'innovazione essenzialmente tecnologica e l'organizzazione, con cui si prevede la nascita di nuovi servizi». «Il ministero - ha spiegato Urbani - ha competenze così eterogenee alle quali non si addiceva la struttura piramidale. I dipartimenti consentono strutture specializzate e differenziate». Nel testo approvato in Consiglio dei ministri è previsto anche un forte potenziamento dell'amministrazione in riferimento al territorio. «Permarranno le Soprintendenze regionali - ha detto Urbani - assistite da una direzione regionale composta dai soprintendenti di settore, spinti così a lavorare in comune». Riguardo ai dipartimenti, oltre a quello dedicato all'innovazione che permetterà anche la creazione di servizi quali la gestione e la valorizzazione delle risorse umane e sostegno per direttori di musei e soprintendenti nell'innovazione dei servizi aggiuntivi, uno sarà riservato all'ambito dello spettacolo.