AREA OVEST LO SVILUPPO Marine di Napoli, Onda Azzurra e Porto Partenope sono le tre società che hanno superato la selezione del comitato portuale per il progetto del porto canale di Bagnoli. A partecipare erano in sette ma secondo l'organismo presieduto da Francesco Nerli solo questi tre sono compatibili con il Pue (Piano urbanistico esecutivo) della zona occidentale. Nella sostanza è il primo passo del lungo iter burocratico per arrivare a definire come sarà il disegno dell'approdo nell'area ex Italsider. Ora la scelta passa alla conferenza dei servizi che dovrebbe essere indetta nella prossima settimana. La conferenza non è «decisoria», l'ultima parola spetterà alla Bagnolifutura. Come sono questi tre progetti? Quello di Marine di Napoli, società che fa capo al presidente della Camera di Commercio Gaetano Cola, amministratore delegato Giulio Marconi è firmato dall'architetto Maria Elisabetta Persico, il professionista che ideò il progetto del sogno Coppa America a Bagnoli e che ha disegnato per gli svizzeri di Alinghi la parte di approdo a Valencia dove alloggia il patron Ernesto Bertarelli. «È una darsena della vela - spiega la Persico - compatibile con il Pue, anzi, nel nostro progetto ci sono dei giardini che digradano nella darsena, aggiungiamo del verde, i posti barca sono 500. Lo specchio d'acqua della nuova darsena deve costituire un completamento paesaggistico con la stessa spiaggia, la baia antistante ed il grande parco verde». Onda Azzurra è presentato da Salvatore Colella gestore dei pontili galleggianti di fronte a Nisida, proprietario dei cantieri Manò Marine. Il progetto si rifà al piano del Comune che prevede un'opera di sbancamento e dragaggio di 370 metri per addentrarsi lungo la linea di costa, con interruzione della strada di Coroglio. Il progetto di Porto Partenope è ideato da una società di 24 aziende nautiche. Prevede la realizzazione di una cittadella della vela con il sodalizio velico Circolo Italia. È un piano firmato dagli architetti Giuseppe Capuozzo e Fiammetta Adriani, che esclude nuova cementificazione, prevede il porto addossato al pontile Nord fin quasi alla sua metà, e un uso delle strutture esistenti per creare al loro interno una galleria commerciale e tutti i servizi indispensabili. «Va considerato - dice Fiammetta Adriani - che il tracciato costiero di via Coroglio non verrebbe interrotto bruscamente all'altezza dell'area portuale, così come avviene nel progetto del Comune bensì continuerebbe costeggiando la darsena interna per riallacciarsi alla passeggiata a mare del Pontile Nord». Lo sbancamento dentro la linea di costa è per 110 metri sì da offire un impatto minore. Ma, soprattutto, non verrebbe interessata la colmata a mare. Lo specchio d'acqua della darsena, sarà di meno di dieci ettari con una profondità all'ingresso non inferiore ai sei metri, permettendo un agevole ingresso a barche a vela di qualsiasi dimensione.