E' stato per quarant' anni il cruccio della restauratrice Silvia Baroni e dei tanti appassionati d' arte che transitavano per la sagrestia della Basilica di San Martino, in via Oberdan, ma anche dei parrocchiani e dei padri carmelitani che dirigono la chiesa: vedere il presbiterio (la parte in fondo della sagrestia, con l' altare) in condizioni di degrado, minacciato dall' umidità che sale dall' Aposa e dal canale vicini alle fondamenta della chiesa. Ora grazie all' interessamento di Angelo Zanotti, uno dei parrocchiani appassionato di belle arti, e con il contributo fondamentale della Fondazione Cassa di Risparmio, il presbiterio è tornato al suo antico splendore. Tre mesi di intenso lavoro condotti da Silvia Baroni, con la supervisione di Rosa d' Amico della Soprintendenza ai Beni artistici, per un costo totale di 48mila euro, 40mila dalla Fondazione, 1000 da un privato il resto dalla parrocchia. Il presbiterio è un' opera seicentesca, voluta da padre Michele Buratti, priore dal 1624, con la fronte composta da un' arcata a tutto sesto affrescata con la scena dell' Annunciazione. Oltre la cancellata in ferro, si trova l' altare, proveniente dalla chiesa di San Giuliano in via Santo Stefano, donato dal marchese Banzi, e ornato di una pala, raffigurante una «Crocifissione con Sant' Angelo di Sicilia, Sant' Alberto da Trapani e Santa Teresa d' Avila» eseguita da Francesco Carboni, allievo di Alessandro Tiarini, e da un altro dipinto più piccolo, con «Dio padre», attribuito in passato ad Annibale Carracci e poi a Guido Reni, ma oggi di mano sconosciuta. Ma l' intero presbiterio, secondo il gusto seicentesco, è un trionfo di stucchi decorativi bianchi e dorati, e di dipinti sulle volte con la raffigurazione di episodi delle «Visioni di Santa Teresa d' Avila», riportate nei suoi scritti mistici. Un complesso che proprio grazie al restauro presenta novità e curiosità stilistiche che saranno oggetto di nuovi studi. Intanto la presentazione ufficiale del restauro del Presbiterio, venerdì 22 giugno alle 21, con un concerto a cura del gruppo Heinrich Schutz che eseguirà «Membra Jesu Nostri» di Dietrich Buxtehude.
BOLOGNA - S. Martino, il presbiterio restaurato
Il presbiterio della Basilica di San Martino in via Oberdan è stato restaurato dopo quarant'anni di degrado. Il restauro, condotto da Silvia Baroni e Rosa d'Amico, ha richiesto 48mila euro, 40mila dei quali provenivano dalla Fondazione Cassa di Risparmio. L'opera seicentesca, voluta da padre Michele Buratti, presenta un'arcata a tutto sesto affrescata con la scena dell'Annunciazione, un altare proveniente dalla chiesa di San Giuliano e due pali con dipinti attribuiti ad Annibale Carracci e Guido Reni.
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