Bresso: 'Hanno speso tanto, non si capisce il disinteresse' L' inaugurazione dei Giardini lascia delusione Il maltempo fa saltare il concerto dell' orchestra Rai Oggi a partire dalle 10, l' apertura al pubblico Gag tra il sindaco e Fassino 'Con il Pd del Nord freghiamo Rutelli' ombrelli in platea Piove. Piove sulla citroniera e sui camerieri, sui musicisti di Michael Nyman e su Deodato Scanderebech, sui vertici del Pd e sulle sculture di Penone. Piove, e il vernissage svapora nella bruma serale, nell' afa che al sindaco ricorda Singapore. Finisce cosi, con Fassino e Chiamparino sotto lo stesso ombrello perché quando c' è il rischio di bagnarsi non c' è divergenza sul «Comitato dei 45» che tenga. Con i musicisti costretti allo «stop and go», con Nyman che ci prova, alle 22, sfruttando una breve tregua. Piove nella serata di inaugurazione ma aveva cominciato a piovere sul governo due ore prima. Quando la giornata regalava un bel pomeriggio di sole tra i tigli, i carpini, le rose «Alberique-Berton» e le scavatrici in lontananza nascoste dalla rete verde che fa un po' Foro Italico. Le autorità arrivano poco dopo le 18. C' è Bresso con il marito, c' è Saitta, giunge Chiamparino e svetta Piero Fassino. Non c' è, e si era sperato fino all' ultimo in una sua visita, il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. «Ubi Bush, Venaria cessat», si sente commentare acido dietro le fioriere. Bresso non è sorpresa dell' assenza del ministro. Ma forse un sottosegretario poteva prendersi la briga del viaggio: «Hanno speso tanto e fatto tanto in questi anni - dice la Presidente - non si capisce perché mostrare questo disinteresse». Bresso coglie l' occasione per rilanciare la sua proposta di qualche tempo fa: «è chiaro che un restauro come questo coinvolge molto di più chi vive sul territorio rispetto a coloro che vivono a Roma. Non è un problema. Se lo Stato mantenesse l' importante ruolo di tutela e alle Regioni andasse il compito di valorizzare i beni culturali, avremmo fatto un passo avanti sul federalismo». Ancora una volta Torino tagliata fuori? Torna il pianto antico della città e della regione dimenticate? Quale ghiotta occasione poterne parlare con Sergio Chiamparino, promotore del Pd del Nord dopo la clamorosa esclusione dal comitato promotore nazionale dei democratici. Roma sarà lontana anche quando ci sarà il partito federale? Il sindaco coglie la palla al balzo e ci scherza su: «Ecco una buona occasione per dimostrare l' importanza del federalismo». Poi insegue Fassino e comincia la gag, naturalmente in dialetto: «Piero, con il Pd del Nord li freghiamo tutti, non abbiamo più bisogno di Rutelli». Fassino ride e fa il verso al sindaco: «Ah, certo, con il Pd del Nord bastiamo noi». Poi il segretario dei Ds racconta «la prima volta che Gremmo venne eletto in consiglio comunale a Bussoleno, nell' 85, per la Lega. Io ero segretario del Pci e volli andare a incontrarlo. In federazione mi guardarono malissimo. Il più critico era Ardito». Tocca alla Bresso raccontare «la prima volta che con Rivalta presentai un' interrogazione in Consiglio regionale assieme alla Lega». La politica chiacchiera tra le siepi, in mezzo ai ruderi della parte antica, tra i suonatori di arpa e i violinisti. Sembra Versailles ma è piazza Castello. Fa gli onori di casa Alberto Vanelli che accoglie gli ospiti alla cancellata. Lui che ha seguito fortemente il progetto, trait d' union bipartisan tra la giunta di Ghigo e l' attuale governo di centrosinistra. Nel discorso ufficiale, quando le prime gocce cominciano a scendere sulla platea, Bresso dimentica nei ringraziamenti l' ex assessore Leo e l' ex presidente Ghigo. Ci pensa il sottosegretario Gianni Vernetti a interveniere in extremis, come quei liberi del calcio antico che ci mettevano una pezza evitando i gol quasi fatti. Vernetti va al microfono, salva dalla figuraccia il governo («Prodi era a Roma per incontrare Bush») e garantisce il tono bipartisan della serata: «Voglio ringraziare anche i governi regionali e nazionali che hanno preceduto gli attuali perché sulla cultura e l' arte non può esserci destra e sinistra. Salvare questi patrimoni è compito di tutti». La platea applaude prima di guadagnare una tettoia al riparo dalla pioggia. Abbandonano tra i primi il prefetto e Sergio Vallero. Molti resistono fino alle 22, quando Nyman comincia a suonare davvero. E anche Giampiero Leo può rilassarsi mangiando un piatto di affettato in biglietteria.