L'aut aut lanciato nei giorni scorsi dall'assessore regionale all'ambiente Marco Amagliani alle istituzioni per chiedere lo stop al progetto "Lido Azzurro" ha scatenato le reazioni dei diretti interessati. E così dopo l'intervento soft del sindaco Mirko Bilò (che ha fatto direttamente riferimento al parere favorevole arrivato già a dicembre da consiglio di Stato e Soprintendenza per la realizzazione del complesso residenziale a Marcelli di Numana) ora è il presidente dell'Ente parco del Conero Lanfranco Giacchetti a rispondere in modo secco: «Non abbiamo certo aspettato la Regione per attivarci - ha detto - e chiedere al Comune di Numana tutti i documenti sulle autorizzazioni alla costruzione del Lido Azzurro. E a breve arriverà anche il parere del nostro legale incaricato di esaminare il materiale ottenuto per capire se le varianti al progetto di urbanizzazioni sono essenziali o meno e trovare una soluzione che rispetti le esigenze del Comune e quelle del parco dove ora è compresa la zona. Solamente in un secondo momento potremmo pensare a soluzioni come allargare l'area verde salvaguardando l'ambiente». Giacchetti, anche se ancora in maniera indiretta, ha puntato quindi l'attenzione sull'inutilità di opporsi al progetto se, come è accaduto fino ad ora, non vengono riscontrate irregolarità nei permessi e dopo l'ultimo parere favorevole della Soprintendenza. «Il Comune avrebbe già potuto dare il via ai lavori - conclude il presidente - e solamente per scrupolo ha incaricato un architetto per ottenere un ulteriore parere tecnico. Ma chiederemo comunque un incontro con l'amministrazione comunale e la proprietà (che attualmente è la Global Trading srl di Roma dopo il doppio passaggio di mano dalla ditta "Lido Azzurro" alla maceratese Zeus e infine alla società romana nell'aprile scorso) per stabilire insieme come effettuare i lavori per un eventuale allargamento del parco». Infatti nei mesi scorsi sempre Giacchetti aveva prospettato l'idea di un ampliamento dell'area umida adiacente al complesso Lido Azzurro di cui attualmente è presente solo l'opera incompiuta, uno "scheletro" di due piani iniziato a costruire addirittura 26 anni fa ma poi il progetto originario venne bloccato diverse volte fino all'ultimo stop imposto da un decreto della Provincia nel '96 perché la lottizzazione non era stata sottoposta a vincolo ambientale. E tornando all'attualità, il sindaco Mirko Bilò ha previsto per la prossima settimana un sopralluogo dell'area alla foce del Musone al quale parteciperà anche l'assessore regionale Amagliani: «Perché - spiega Bilò- sono pronto a collaborare sempre nell'interesse di riqualificare quella zona». Questa dovrebbe essere bonificata tra uno o due mesi con l'effettivo inizio dei lavori per la realizzazione di palazzine turistiche bi-tri familiari.