Il centro non diventi una fiera permanente Secondo lUnesco occorre pensare alla tutela del paesaggio urbano Individuare i criteri per intervenire in modo garbato -------------------------------------------------------------------------------- Pubblichiamo ampi stralci della lettera inviata dalla Soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio Recentemente sono stata chiamata in causa senza fondati motivi in una polemica dai toni accesi sul tema delluso di piazza Verdi. (...) Nella circostanza ho ricevuto messaggi di solidarietà (...), ma anche messaggi che dimostrano quanto le notizie riportate dalla stampa abbiano generato confusione nellopinione pubblica (...). Ciò, evidenzia un difetto di comunicazione. È noto che non amo rilasciare interviste. Ritengo che le questioni attinenti lattività istituzionale debbano essere trattate nelle sedi e attraverso canali istituzionali (...). Tuttavia, per sopperire al difetto di comunicazione di cui ho detto, ritengo utile chiarire alcuni aspetti (...). Il D.Lgs. n. 422004 come modificato dal D.Lgs. 1562006 ha chiarito allart. 10, c. 4, lett. g) che "le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi urbani dinteresse artistico o storico sono compresi tra i beni culturali di cui allart.10, c.1". E necessario perciò garantire la salvaguardia di tali ambiti in conformità alle disposizioni dellart.20, c.1 del decreto citato, che vieta gli "usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione".(...) Nei centri di antica origine il costruito e il non costruito hanno instaurato tra loro dei delicati equilibri, caratterizzando i paesaggi urbani e rendendoli spesso unici. (...) Dobbiamo individuare i criteri per intervenire in questi contesti in modo garbato; recuperare il paesaggio urbano significa rispettarlo; il che non vuol dire trasformarlo nel museo di se stesso, ma più semplicemente di utilizzarlo e viverlo in modo appropriato e compatibile con il suo valore culturale. (...) Per tornare a Bologna ritengo che lattenzione alla qualità del paesaggio urbano non possa limitarsi al contesto di piazza Verdi; sono infatti numerosi i luoghi urbani e le piazze di valore storico, artistico e paesaggistico che purtroppo vengono frequentemente proposti per contenere oggetti e arredi, funzionali allo svolgimento di svariate attività e manifestazioni. (...) Non ravviso in linea di principio preclusioni di sorta a riproporre per tali ambiti modalità di utilizzo temporaneo per diverse attività come in passato, ma non è accettabile che le piazze diventino contenitori di oggetti e arredi, i più disparati, di fogge adatte a spazi fieristici e commerciali piuttosto che a raffinati "salotti urbani" che, come nel caso di Bologna sono caratterizzati da importanti monumenti e da pregevoli quinte architettoniche. (...) Ritengo che la città di Bologna possieda i requisiti per essere compresa tra i siti UNESCO, ma per reggere allimpegno richiesto si dovrà cominciare proprio a pensare alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del suo paesaggio urbano con obiettivi di maggiore coerenza alle disposizioni normative (...).