Sparisce il segretario generale; nascono i dipartimenti (tre); non muoiono (così almeno fa pensare la dichiarazione del segretario della Uil) i poli museali autonomi istituiti di recente; sono rinvigoriti i soprintendenti regionali ed è annunciata l'istituzione anche di uffici provinciali; i vincoli saranno attribuiti non più da un soprintendente, ma da quelli competenti per territorio, in modo collegiale: il governo ha varato la riforma del ministero dei Beni e delle Attività culturali, e il suo responsabile, Giuliano Urbani, inneggia alla "modernizzazione" del dicastero, spiega che «avevamo un minestrone, in cui dovevamo mettere ordine». I dipartimenti, da cui dipenderanno le direzioni generali, saranno tre: uno per la tutela del Bel Paese (così è scritto), che è quello per le antichità, le belle arti (e quindi torna un'antica e dismessa dizione), e il paesaggio; da esso, però, non dipenderanno più, come era finora, e la decisione sembra almeno singolare, gli istituti centrali, tra cui quelli del Restauro e del Catalogo, separati quindi dal resto delle "belle arti". Un secondo dipartimento accorpa spettacolo e sport, e da esso dipenderanno le direzioni generali per la musica, il teatro e il cinema; il terzo, «per una più moderna gestione», è quello per la ricerca e l'innovazione, definito «cuore della riforma» e «diviso in risorse umane, formazione, innovazione tecnologica, promozione». Raggruppa gli istituti centrali; un ufficio servizi per la promozione; i rapporti con il pubblico; il merchandising; l'accoglienza museale; e le competenze di quello che un tempo era il personale. Gradualmente, verranno istituiti, alle dipendenze dei soprintendenti regionali, degli uffici provinciali, per creare almeno uno "sportello" in ciascuna provincia, nell'intento di agevolare i cittadini nell'espletamento di pratiche burocratiche. I comunicati del Ministero tacciono sui poli museali speciali; ma il segretario della Uil si congratula con il ministro per averli mantenuti in vita, quindi non ci dovrebbero essere rischi per Claudio Strinati e Giovanna Nepi Sciré (musei di Roma e Venezia), Antonio Paolucci e Adriano La Regina (musei di Firenze, Archeologia a Roma), oltre che per Piero Guzzo, responsabile a Pompei. Il Ministro ha commentato la decisione del Consiglio dei ministri («sono particolarmente orgoglioso»; «la riforma sarà un motore per il futuro e rafforza la nostra presenza sul territorio») mentre, a Roma, inaugurava la nuova sede del Comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, in via Anicia, nell'ex caserma La marmora, che, dopo aver ospitato i bersaglieri per 70 anni, da tempo era abbandonata ed ora torna a vivere. Il comandante, generale Ugo Zottin, ha precisato che vi troveranno posto il reparto operativo, diretto dal colonnello Ferdinando Musella, e la banca dati, che è la maggiore del settore al mondo. La sala multimediale è dedicata al vicebrigadiere Sandro Sciotti, medaglia d'oro, ucciso a Marino un anno fa, in una rapina.