Blitz allinaugurazione della mostra sul sessantesimo anniversario dellautonomia Il primo contratto nell86, adesso rischiano di non avere il rinnovo dellincarico Cè chi è alle soglie della pensione: "Tutti stabilizzati tranne noi lassessore intervenga" -------------------------------------------------------------------------------- «Oggi festeggiamo i 20 anni di perenne precariato». Con questo slogan una trentina di catalogatori dellassessorato ai Beni culturali hanno protestato con tanto di striscione, ieri, allinaugurazione della mostra sui 60 anni dellAssemblea regionale. Il blitz è scattato alle 17, nellatrio della biblioteca regionale, in corso Vittorio Emanuele. Il motivo? «Loro festeggiano lArs, noi il nostro precariato che rischia di concludersi, dopo venti anni, nel peggiore dei modi: con il non rinnovo del contratto, in una Regione che in questi anni ha stabilizzato e assunto tutti», denunciano i rappresentanti dei 430 «tecnici della catalogazione», disseminati tra le soprintendenze e le biblioteche regionali dellIsola. Tra loro cè chi è a un passo dalla pensione, nonostante abbia avuto solo contratti precari e sia passato, in questi venti anni, da articolista a lsu (lavoratore socialmente utile) fino a contrattista a progetto. La storia dei catalogatori ha inizio nel 1986, quando la Regione, attraverso i fondi per il Mezzogiorno, esternalizza il servizio di catalogazione dei beni culturali siciliani. Nascono così i consorzi che assumono, con contratto annuale, circa duecento tra architetti, ingegneri, geologi, storici dellarte e geometri. Passato lanno, la Regione si inventa dei progetti ad hoc, sempre per gli stessi consorzi: nell '87 lobiettivo è «il recupero del barocco», nell88 «il recupero del barocco nelle zone interne della Sicilia» e poi «la riqualificazione degli edifici ecclesiastici». Progetti che magari durano un po più del previsto e si arriva così al '93, quando i catalogatori vengono contrattualizzati per tre anni dalla Regione con tanto di seconda infornata e assunzione a tempo di altri duecento, tra bibliotecari, esperti in catalogazione e così via. Scaduto il contratto triennale, tutti vengono riassunti, nel '97 come lavoratori socialmente utili. Nel 2002 la Regione istituisce gli elenchi speciali, e i 430 precari diventano contrattisti a progetto pagati con il Por (circa 20 milioni di euro lanno). Ma il prossimo dicembre il progetto finisce e al momento non è prevista alcuna nuova iniziativa per i catalogatori. «Dopo una vita da precario, a un passo dalla pensione, adesso rischio di perdere tutto - dice Giorgio Luna, 53 anni, due figli a carico e catalogatore alla soprintendenza di Palermo - Non solo in questi anni non ho mai potuto comprare una casa, perché nessuno fa un mutuo a un precario, ma adesso perdo anche la possibilità di lavorare». Tra loro cè chi dall86 è un catalogatore precario: «In questi venti anni ho fatto di tutto, e firmato qualsiasi tipo di contratto, alla fine ti abitui a questa vita e sopravvivi - dice larchitetto Enzo Rubbio, 46 anni - Ho iniziato a lavorare alla cooperativa Agorà di Catania e da lì è iniziata la mia stagione di eterno "contrattista". In questi anni abbiamo scritto un milione di schede salvando dalla perdita i reperti archeologici, e non solo, della Sicilia. E questo è il ringraziamento della Regione che ora, improvvisamente, si accorge che non ha previsto alcun futuro per noi». Per protesta ieri è scattano il primo blitz: «Il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, e lassessore ai Beni culturali, Lino Leanza, devono fare qualcosa, hanno stabilizzato tutti in questi anni, tranne noi - dice Diana Sergio, che si definisce "biblioprecaria" con contratto da metalmeccanico - Sì perché pur di continuare a fare questo lavoro, per un anno mi hanno fatto anche un contratto di questo tipo. Vogliamo adesso risposte certe sul nostro futuro». Lassessore Leanza si dice «pronto a incontrare i catalogatori», ma a un patto: «Non devono farsi strumentalizzare - dice Leanza - Ho garantito loro che stiamo cercando di trovare una soluzione, ma non accetto manifestazioni di questo tipo».