Si è aperto ieri, con un grande e affollatissimo gala sull'Isola di San Lazzaro degli Armeni, la 52ma Biennale delle Arti Visive di Venezia. L'occasione, davvero esclusiva, ha celebrato nel migliore dei modi lo straordinario talento di Joseph Kosuth, il pioniere dell'arte concettuale e delle installazioni che, invitato da Melina von Fürstenberg. fondatrice di Art for The World, ha presentato un progetto pensato proprio per Venezia in collaborazione con Hangar Bicocca Spazio d'Arte Contemporanea di Milano: "II linguaggio dell'Equilibrio", installazione che illuminerà e restituirà la parola alle antiche pietre dell'isola. «Questo progetto, in neon giallo, ha per base il linguaggio stesso - ha spiegato Kosuth -. È soltanto nel presente, nel momento in cui una parola viene utilizzata, così come lo è con un'opera d'arte nel momento della sua percezione, che tutto ciò che il presente comprende trova la sua collocazione nel processo di produzione del significato. Nella presente opera, la lingua diventa un'allegoria e un risultato concreto di tutto ciò di cui vorrebbe parlare». La mostra è stata poi inaugurata alle 18.30 nell'affascinante cornice del monastero Mekhitarista, chiudendo in bellezza la giornata con una super-cena di gran gala, ospiti tra gli altri Robert De Niro, Laurie Anderson, Jeanne Moreau, Alberta Ferretti, Elle McPherson, Richard Gere. Dopo la inaugurazione col botto, saranno tantissimi gli eventi che renderanno la Biennale una tappa d'obbligo per tutti gli appassionati d'arte del pianeta. L'Esposizione Internazionale d'Arte, intitolata Pensa con i sensi - senti con la mente. L'arte al presente e curata da Robert Starr, primo direttore statunitense nella storia ultracentenaria della rassegna, invaderà fino al 21 novembre ogni angolo della città. La mostra centrale internazionale, allestita negli spazi delle Corderie e parte delle Artiglierie dell'Arsenale e nel padiglione Italia ai Giardini, presenta un centinaio di artisti provenienti da tutto il mondo con opere, molte delle quali "site specific" e nuove produzioni realizzate, in collaborazione con la Biennale di Venezia, per questa occasione espositiva. Le partecipazioni nazionali e gli eventi collaterali, divenuti così numerose nel corso delle ultime edizioni della Biennale Arte da diventare vere e proprie componenti espositive strutturali, esaltano la mostra centrale internazionale: un ampio insieme di esposizioni ed eventi che dilagano dai confini dell'Arsenale e dei Giardini rappresentando la cifra record di 76 partecipazioni nazionali: 34 Paesi nelle sedi espositive con padiglioni propri (31 ai Giardini e 3 all'Arsenale) e 42 Paesi nel centro storico veneziano, una vera e propria "fotografìa" globale del contemporaneo nel mondo. Molti gli esordi - Azerbaijan, Libano, Messico, Moldova, Tajikistan -e alcuni ritorni - come Bulgaria e Repubblica Araba Siriana. Una collocazione specifica è poi stata dedicata, dopo armi di assenza, all'arte italiana: debutta in questa edizione della Biennale Arte il nuovo padiglione Italiano, realizzato dalla collaborazione tra la DARC -Direzione Generale per l'Architettura e le Arti Contemporanee del Ministero per ì Beni e le Attività Culturali - e la Fondazione la Biennale di Venezia, nello spazio suggestivo delle Tese delle Vergini all'Arsenale, che presenta una doppia personale a cura di Ida Gianelli. Sempre sul fronte dell'arte italiana, da questa edizione si celebra il ritorno del padiglione Venezia alla sua città con l'obiettivo di promuovere la creatività artistica del territorio in relazioni a contesti internazionali: mostra d'esordio, a cura di Luca Massimo Barbero, Chiara Bertela e Angela Vettese, è l'omaggio a Emilio Vedova. Ma l'impressione generale, per dirla con Exibart, la nota rivista in questi giorni presente in Laguna con una massa di inviati, «è che "L'arte al presente" proposta dal curatore Storr non riesca proprio a distaccarsi da una mal riuscita (e, ahinoi, a tratti molto noiosa) caricatura di un banale tg televisivo». Il motivo? «Morte, sangue, ospedali, disastri ambientali e abusi edilizi, guerra, vittime, soldaticaduti. E un pizzico di critica verso l'occidente capitalista, se possibile ben orientata verso gli Usa». Insomma, più che una novità il solito, ridondante e gratuito déjà-vu.