CAMERINO la notizia era nell'aria da tempo, ma solo da una manciata di ore è diventata ufficiale: i reperti archeologici trovati a Camerino nel corso dei lavori di rifacimento delle infrastrutture del centro storico diventeranno i protagonisti di un evento culturale. La sala Carlo Crivelli del Convento San Domenico, infatti, ospiterà la mostra 'Archeologia urbana a Camerino (secoli V a.C.-XVI d.C.) Duemila anni di frequentazione del 'Pino Argentato' organizzata da Comune, Soprintendenza per i Beni Archeologici per le Marche, Pinacoteca e Museo civici - Polo Museale d'Ateneo. Le porte del museo si apriranno il prossimo 3 agosto e la mostra sarà visitabile fino a novembre. L'Amministrazione comunale coglie così l'occasione dei lavori di consolidamento post-sisma per intraprendere un percorso diretto al recupero e alla valorizzazione della propria storia attraverso il restauro e la musealizzazione di importanti testimonianze del passato. "I reperti in esposizione fanno sapere l'assessore alla cultura, Gianluca Pasqui, e la direttrice dei musei civici, Valeria Rivola - sono rappresentati da materiale ceramico estremamente eterogeneo per cronologia (dal V sec. a.C. al XVIII d. C.) in grado di modificare ed estendere le conoscenze legate alla storia della città. In questa iniziativa il Comune ha accanto la Soprintendenza. Non si è tratta solo di una presenza di legge, ma di un supporto fattivo e concreto, nello spirito di sinergia prevista dalla più recente legislazione in materia di beni culturali; la realizzazione di questa esposizione rivela una volta di più, se mai ce ne fosse bisogno, che Enti locali e Soprintendenza non solo possono, ma debbono lavorare insieme per trasformare il bene culturale da inutile fardello in opportunità di crescita culturale per l'intera collettività". La mostra, dunque, sarà l'occasione per esporre, una selezione ragionata dei materiali ceramici tenendo conto sia della cronologia che delle produzioni attestate così da costruire un percorso espositivo. I duemila anni di storia illustrati dai reperti attestano, dunque, come il luogo godesse di un livello elevato di civiltà già in antico. Sopratutto è sembrato suggestivo scoprire una frequentazione tanto antica di un luogo, il Pino Argentato appunto, che anche in anni recenti è stato ritrovo caro ai camerinesi che amavano frequentarlo durante i mesi estivi.
Da agosto il museo con i reperti trovati in centro
Il Comune di Camerino ha organizzato una mostra di reperti archeologici trovati durante i lavori di rifacimento delle infrastrutture del centro storico. La mostra, intitolata "Archeologia urbana a Camerino (secoli V a.C.-XVI d.C.) Duemila anni di frequentazione del 'Pino Argentato'", sarà aperta al pubblico dal 3 agosto e sarà visitabile fino a novembre. I reperti in esposizione includono materiale ceramico di diverse epoche, tra cui il V secolo a.C. e il XVIII secolo d.C. La mostra è stata realizzata in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici per le Marche e con la Pinacoteca e Museo civici - Polo Museale d'Ateneo.
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