La Nuova Sardegna, 1 giugno 2007. Per il via libera al resort dell''Is Molas spa' manca la verifica preventiva. CAGLIARI. Ville da principi costruite anche sull'acqua, progetti di alta architettura proposti ai potenziali clienti con toni accattivanti: «Il vostro rifugio segreto, un angolo di privacy per ritrovare i vostri affetti e il vosto amore più grande, la natura». I nomi, tutti suggestivi: Luxi, Nea, Palas, Arenada. Roba da ricchi, ricchissimi. Con la firma prestigiosa dell'architetto Massimiliano Fuksas e la promessa di «una spiaggia privata, a pochi minuti di navetta dalla vostra villa». Tutt'attorno un meraviglioso green di livello internazionale, un nuovo hotel a cinque stelle, nove residences, sala congressi, centro commerciale, piscine, ristoranti e servizi lussuosi per quattrocentoventottomila mila metri cubi complessivi - l'investimento sarebbe di centotrenta milioni - perchè un élite di milionari possa farsi «il regalo più bello, una vita felice». A consultare il depliant elettronico scaricabile dal sito dell''Is Molas resort' il paradiso non dovrebbe attendere: sembra già li, tra Cagliari e Pula. Poi però si scopre - come ha detto Roberto Colaninno, presidente di Immsi, che controlla il sessanta per cento di 'Is Molas spa' - che i bulldozer cominceranno a sferragliare solo a ottobre. Infine, mentre si diffonde la notizia che la Regione avrebbe dato il via libera al resort in barba al piano paesaggistico appena approvato, salta fuori una realtà non conosciuta a tutti: l'assessorato regionale all'ambiente ha imposto alla società di Colaninno il procedimento di verifica preventiva, che tecnicamente precede la valutazione di impatto ambientale. Come dire: è vero che l'accordo di programma fra Regione, Provincia, comune di Pula e Immsi segna un punto a favore dei costruttori. Ma è altrettanto certo che un via libera definitivo ancora non c'è. Dunque perchè le ville da sogno sembrano già disponibili ? E come fa Colaninno ad annunciare il via ai lavori per ottobre se l'esito dello screening è ancora lontano ? Ma c'è dell'altro. Dopo l'esposto presentato dal Gruppo di intervento giuridico e dagli Amici della Terra il sostituto procuratore Andrea Massidda indaga su Is Molas per reati ambientali: gli ecologisti sostengono che parte dell'area interessata all'intervento di edilizia turistico-residenziale è andata in fumo il 6 agosto del 2000. Quindi, in base alla legge 353 del 2000, su quelle terre non si potrebbe costruire nulla. La Forestale ha confermato, ma l''Is Molas spa-Immsi' si è affidata al penalista Luigi Concas e agli amministrativisti Marcello Vignolo e Massimo Massa per difendere i propri interessi. La prima mossa è stata la consegna in Procura di una memoria e di un faldone di documenti che raccontano la storia del progetto, dall'acquisto dell'area ad oggi. La seconda, sul piano penale, è una tesi opposta a quella delle due associazioni ecologiste: la '353' vieta di costruire su una superficie bruciata dal fuoco ma solo se si tratta di un'area pubblica. In casa propria - è la sintesi, fuori dal giuridichese - ottenuta l'autorizzazione basta rispettare le norme urbanistiche e ambientali. Non solo: il problema della terra bruciata non riguarderebbe la 'Is Molas spa', subentrata solo nel 2003, ma i precedenti proprietari. Resta un interrogativo: l'area del resort era già edificabile prima del piano paesaggistico oppure lo è diventata solo con l'accordo di programma ? Gli ambientalisti sostengono di no, la 'Is Molas spa' ha risposto con carte e documenti: tutto in regola. Ma su questo punto il magistrato dovrà fare i suoi accertamenti. Nel frattempo i potenziali acquirenti sono liberi di ammirare le immagini delle straordinarie creazioni di Fuksas - gli ecologisti irriverenti le hanno già battezzate 'zuccotti di cemento' - e di esaminare in via riservata i prezzi delle ville. Che forse sorgeranno davvero, in mezzo alla meravigliosa vegetazione e a due passi dal mare, malgrado un piano paesaggistico che doveva essere rigoroso.
Is Molas, braccio di ferro sulle ville
Il resort dell''Is Molas spa' a Cagliari e Pula, progettato dall'architetto Massimiliano Fuksas, è stato autorizzato dalla Regione, ma solo con una verifica preventiva che non è ancora stata completata. I lavori inizieranno solo a ottobre. L'area interessata all'intervento di edilizia turistico-residenziale è stata bruciata dal fuoco nel 2000, secondo gli ecologisti, e quindi non dovrebbe essere costruita. La società di Roberto Colaninno ha presentato un esposto al sostituto procuratore Andrea Massidda per difendersi da accuse di reati ambientali. La società sostiene che l'area era già edificabile prima del piano paesaggistico.
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