Parla la difesa al processo per le trentasei villette di Corrumanciu. CAGLIARI. La concessione per le trentasei villette di Corrumanciu, a Porto Pino, è legittima e la società 'L'Isolotto' aveva tutte le autorizzazioni necessarie per costruire il villaggio: l'ha sostenuto ieri mattina davanti ai giudici del tribunale Gianfranco Trullu, il difensore di Fulvio Pilloni, direttore dei lavori e imputato di violazione delle norme ambientali insieme al titolare dell'impresa 'L'Isolotto', Francesco Monti. Mentre Massimino Paolo Granella, capo dell'ufficio tecnico comunale di Sant'Anna Arresi, deve rispondere di abuso d'ufficio. L'avvocato Trullu ha ribattuto punto per punto alle tesi dell'accusa, sostenuta dal pubblico ministero Daniele Caria, partendo dalla valutazione della distanza dal mare: i trecento metri che segnano la fascia di inedificabilità assoluta, per il difensore vanno calcolati dalla linea di battigia e non dal margine dello stagno di Corrumanciu, entro cui si trova il villaggio. Peraltro - ha insistito l'avvocato - l'area non fa parte del demanio marittimo e lo stagno non è incluso nelle zone umide previste dalla convenzione di Ramsar. E Corrumanciu non è un'isola, come ha insistito l'accusa, perchè l'acqua dello stagno non comunica liberamente col mare ma solo attraverso canali realizzati artificialmente. Infondata - per il difensore - anche l'accusa legata all'esistenza del parco geominerario, contestata in aula dal pubblico ministero: non è mai stato costituito il comitato scientifico, il solo organo titolato a decidere. Quindi non c'è neppure il vincolo, così come manca il regolamento di attuazione del parco, una carenza che a giudizio del legale rende inefficace qualsiasi divieto. Il 15 maggio scorso, a conclusione della requisitoria il pubblico ministero Daniele Caria aveva chiesto la condanna del capo ufficio tecnico di Sant'Anna Arresi Paolo Massimino Granella a un anno di reclusione, sei mesi per l'amministratore dell''Isolotto srl' Francesco Monti e per Pilloni. Per l'accusa la costruzione del villaggio è totalmente abusiva. Una richiesta di risarcimento era arrivata anche dalla parte civile, patrocinata dall'avvocato Carmela Fraccalvieri per il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della Terra, le associazioni ecologiste autrici dell'esposto che ha dato origine all'inchiesta. La discussione andrà avanti il 18 giugno con l'arringa dell'avvocato Guido Manca Bitti. Poi la prima sezione del tribunale - presidente Francesco Sette, a latere Giampaolo Casula e Giovanni Massidda - dovrebbe andare in camera di consiglio per la sentenza.