FRA I TANTI, devastanti danni di Chernobyl, almeno un effetto positivo c'è stato: la riconversione di un fisico de: reattori nucleari nella "chioccia" di un gruppo di giovani studiosi che hanno imparato ad applicare le competenze su neatroni e raggi X ai beni culturali- Lui è Franco Casali, ha settantanni, l'entusiasmo di un ragazzino ma anche la mestizia di chi è consapevole che il gioco può rompersi da un momento all'altro per mancanza dì soldi. «Dopo lo scoppio della centrale russa non avevo molta scelta: o andavo in analisi come hanno fatto molti miei colleglli o cambiavo tipo di studio ricorda gli inìzi dell'avventura . Ho deciso di applicarmi a prove non distruttive usando però sempre come sorgente di radiazione prima i neutroni, poi i raggi X». Il risultato sono sistemi tomografici che mutuano i principi della reazione nucleare e le sue applicazioni in campo medico (Tac, radiografie e quant'altro) rendendoli però sensibili a unità di misura infinitesimali dell'ordine di qualche micron. «Così possiamo passare in rassegna un gioiello antico o un dente d'uomo preistorico dimostrando, come abbiamo fatto con un lavoro pubblicato su "Nature", che anche 8000 anni fa i denti venivano trapanati come oggi», il difficile però, sottolinea Casali, è adattare ogni macchina al materiale da radiografare. «Se metti sotto una Tac una testa umana il risultato è ottimale, ma se lo fai con una di bronzo non vedi nulla. E' una questione di chilovolt: per fare una mammografia ne bastano 20, per una testa di bronzo ne occorrono 450, per un'anfora piena di monete d'oro serve una macchina da 9000 chilovolt, la stessa che la Fiat Avio utilizza per i booster che manda in cielo». OGNI RICHIESTA che arriva è dunque una scommessa perché molto spesso non esiste in commercio uno strumento adatto allo scopo che ci si prefigge. «Lì allora siamo noi stessi a sviluppare i sistemi ad alta risoluzione e sensibilità idonei a vedere l'invisibile. Ma non basta. Non è un caso infatti che accanto ai fisici ci sia nella squadra una metà di informatici perchè non basta acquisire l'immagine, bisogna anche saperla elaborare, tirar fuori fetta per fetta quello che abbiamo tomografato. Per esempio spiega Osali l'analisi dei Globo di Ignazio Danti a Palazzo Vecchio ha richiesto 32,000 radiografie a bassissima dose di radiazione, un record mondiale, la mummia di gatto del Museo Archeologico di Bologna l'abbiamo ruotata di 360 gradi e per ogni grado ne abbiamo ricavato un'immagine e poi abbiamo ricostruito quel che c'era dentro il sarcofago». TUTTO HA AVUTO INIZIO 7-8 anni fa grazie all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze che chiese l'intervento del Casali-team (fino a quel momento applicato in campo motoristico e della ricerca petrolifera) per analizzare, sempre di notte onde non disturbare la vita del Museo, il citato Globo di cui si è scoperta una struttura interna in ferro e con tanti meridiani mozzati ad arte per non farne convergere troppi verso i poli. «E ora i miei ragazzi sono a Firenze a lavorare con gli esperti dell'Opificio per fare lo stesso con la Madonna del Cardellino. Questa tavola, nel 1547, si ruppe in 17 pezzi per la caduta del soffitto e un'analisi tomografica è molto importante per il restauro in corso. Per le sue dimensioni il dipinto non entra in una TAC medicale e soltanto noi siamo in grado di farne la tomografia "in loco"». Un altro dei colpi messi a segno da questo tipo di diagnostica è stata la scoperta di pitture sottostanti un dipinto di Antonello da Messina: «II quadro era esposto alle Scuderie del Quirinale. Noi abbiamo fatto la radiografia digitale mentre i colleghi dell'Università di Milano hanno fatto la riflettografia all'infrarosso. Sotto il volto della Madonna è emersa una raffinata struttura architettonica di stile gotico e un angelo che trafigge un drago. Siccome Antonello non aveva mai dipinto su tavole usate, ecco che la paternità è quantomeno risultata dubbia. In ogni caso è un valido aiuto che possiamo dare ai critici d'arte ai quali, si badi bene, spetta sempre l'ultima parola». DEL LIVELLO D'ECCELLENZA raggiunto e dei record mondiali di risoluzione (l'elemento di volume, il voxel, che riescono ad acquisire è 8000 volte più piccolo di quello della più sofisticata Tac medicale in commercio) si è accorto da qualche tempo anche il Getty Muscum di Los Angeles che ha "avviato una stretta collaborazione che dovrebbe produrre una nuova, ancor più raffinata Tac per analizzare un Eros d'epoca romana alto oltre un metro. «La cosa più sorprendente quando c'imbattiamo in statue greche, romane o etrusche è l'estrema perizia con cui furono realizzate: gli spessori del bronzo sono molto più sottili delle produzioni rinascimentali. Evidentemente nei secoli si sono perse le conoscenze sulla fusione del bronzo». Sarebbe un peccato se lo stesso succedesse con il preziosissimo know-how del suo dream-team.
Uso i neutroni e i raggi X per curare le opere d'arte
Franco Casali, un fisico di 70 anni, ha iniziato a utilizzare le tecnologie di risonanza magnetica e raggi X per analizzare oggetti culturali. Ha sviluppato sistemi tomografici che utilizzano neutroni e raggi X per creare immagini dettagliate di oggetti come gioielli antichi, denti umani e pitture sottostanti dipinti. Il suo team ha ottenuto immagini di alta risoluzione di oggetti come il Globo di Ignazio Danti e la Madonna del Cardellino, e ha anche scoperto una struttura architettonica gotica sotto il volto della Madonna. Casali ha anche collaborato con il Getty Museum di Los Angeles per sviluppare una nuova tecnologia di risonanza magnetica per analizzare un Eros d'epoca romana.
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