ROMA. Era la notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 quando dall'Oratorio di San Lorenzo a Palermo sparì la «Natività» del Caravaggio. Ricercata invano da ormai quasi 38 anni, resta il furto d'arte più clamoroso del nostro Novecento e un vero e proprio giallo. La tela venne portata via da due ladruncoli su una moto Ape e poi passò nelle mani dei mafiosi che inizialmente tentarono di chiedere un riscatto. Il distacco del dipinto avvenne con il taglio lungo i bordi della cornice con una lametta da barba, poi fu arrotolato per facilitarne il trasporto, come raccontò un pentito di mafia. Nel 1980 un giornalista inglese annunciò di averlo rintracciato a Laviano, in provincia di Salerno e di essere stato a un passo dall'acquisto poi andato in fumo per il terremoto. Secondo gli investigatori, la tela in questi quasi 40 anni sarebbe passata per le mani di più boss e in tutti questi anni gli appelli al «chi sa parli» si sono invano susseguiti come le notizie che lo davano esposto nel corso di alcuni summit di mafia piuttosto che seppellito da un boss dopo un tentativo di vendita andato a vuoto in Svizzera, come le rivelazioni di esperti che sostengono di averlo visto dopo il furto e che il dipinto non si è mai allontanato dalla Sicilia e da Palermo. Se il numero uno è senz'altro il Caravaggio di Palermo, al top nella lista dei «wanted» dei Carabinieri dei Beni Culturali, ci sono anche altri capolavori scomparsi in Italia e mai più ritrovati. Come la «Madonna dell'Orto» di Giovanni Bellini, rubata nell'omonima chiesa di Venezia il primo marzo del 1993. Come il «Ritratto di donna» di Klimt, fatto sparire dalla galleria Ricci Oddi di Piacenza nel 1997. Senza parlare del «Violino Colossus» il preziosissimo Stradivari rubato a Roma nel 1998. O del «Bambinello dell'Ara coeli» rubato da ignoti in pieno centro a Roma nel 1994 per il quale si mobilitarono persino i detenuti del carcere di Regina Coeli, o della «Madonna del Melograno» del Fiorentino, trafugata a Gubbio nel 1979, o della «Madonna con Bambino» attribuita alla scuola di Giotto (rubata a Bre-scia), o ancora «Giuditta e Oloferne» di Guido Reni (rubato a Roma). Le indagini sono sempre aperte sottolineano i carabinieri per il Caravaggio sparito da quasi 40 anni, come per la più piccola delle opere classificate. E non mancano anche numerosi successi. Come quando il 23 marzo 1976 in un albergo di Locamo nel Canton Ticino vennero recuperati tre dipinti di inestimabile valore che stavano per essere venduti: «La Flagellazione» e la «Madonna di Senigallia» di Piero della Francesca e «La muta» di Raffaello Sanzio rubati il 6 febbraio 1975 dal Palazzo Ducale di Urbino. O come quando nel 1998 vennero recuperati ad appena 48 giorni dal furto due quadri di Van Gogh («II giardiniere» e «L'Artesiana») e uno di Cezanne («Le ca-banon de Jourdan») rapinati alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma. I ladri si erano nascosti nel museo all'orario di chiusura e avevano poi assaltato, armi alla mano, i sorveglianti notturni immobilizzandoli e costringendoli a disattivare l'allarme. Vennero arrestati in 8, tra cui una dipendente della Galleria, e i quadri furono trovati, avvolti in coperte, in appartamenti privati di Roma e Torino.