Lassessore copia lidea della Cultura per trovare una soluzione alla manutenzione del verde Tricarico: per il Comune spesa troppo onerosa -------------------------------------------------------------------------------- Cercasi sponsor con pollice verde, mecenati pronti a sobbarcarsi le spese per tagliare lerba e tenere in ordine i giardini della città. Lappello è firmato dallassessore Roberto Tricarico che ha pronto un bando per scovare i nuovi protettori dei parchi. Un appello ad aziende, associazioni e privati perché adottino uno spazio per la città, lo stesso sistema adottato per la cultura. «Si tratta di uniniziativa che ha una doppia valenza. È una soluzione per superare le difficoltà, soprattutto di bilancio, per far fronte alla manutenzione - sottolinea Tricarico - ma è anche un modo per partecipare, fare qualche cosa di utile per la collettività». Oggi Torino vanta 18 milioni di metri quadri di aree verdi, una delle città dItalia con il rapporto più alto tra spazi e numero di residenti. Sono oltre 60 mila gli alberi nei viali, più di 100 mila nei parchi, a cui si aggiungono 240 aree gioco, 25 spazi per i cani e 75 chilometri di sponde fluviali. «Limpegno a bilancio è di 3 milioni e 900 mila euro - aggiunge Tricarico - ma si tratta di un patrimonio ingente da salvaguardare e da mantenere. Per questo chiediamo lintervento dei privati». Nel 1970 i metri quadri di verde erano 4 milioni e a Palazzo Civico si contavano circa 400 giardinieri. Ora sono meno di 100 e il 98 per cento delle attività di cura del verde è affidata a ditte esterne. Il Comune si è già messo a caccia dei possibili mecenati del verde e qualche nome spunta fuori. Tricarico sta cercando di convincere la proprietà dellalbergo Nh, che si occupa già della chiusura e apertura dei cancelli del parco archeologico delle Torri Palatine, di occuparsi anche del taglio dellerba. Per la gestione dei giardini di via Bertola si pensa alla Iride, che ha la sede a pochi passi, mentre per larea verde di largo Maurizio Di Vitale si è fatto avanti Marco Boglione, patron della Robe di Kappa e di BasicNet. «Ad adottare lo spazio possono essere imprese, associazioni e persone dello stesso quartiere oppure grandi gruppi, presenti o meno a Torino, ai quali interessa sponsorizzare giardini» dice Tricarico. Il ritorno, per chi decide di sobbarcarsi le spese di manutenzione, è solo in termini di immagine. Il Comune non dà nulla in cambio, anzi, risparmia. Non mancano gli aspetti sociali. Alcune attività potrebbero essere infatti gestiste da associazioni, oratori, parrocchie o gruppi di quartiere. Gli esempi sono più duno. «In via Giulio uno spazio verde è stato adottato dalla parrocchia di San Dalmazzo», spiega Tricarico, che ieri pomeriggio ha consegnato le chiavi dello stagno di piazza DArmi al Wwf che ha aperto unoasi nel cuore della città, in collaborazione con la circoscrizione. Allassociazione è stato dato in uso un fabbricato e gli spazi per coinvolgere nelle attività le scuole vicine allarea. Si tratta dello stesso stagno che aveva dato grattacapi allarchitetto Isozaki e al suo staff nel ridisegno dellarea verde per la presenza di rospi smeraldini, esemplari difesi ad oltranza dagli abitanti della zona. Rospi che possono stare tranquilli grazie allimpegno del Wwf.