Lex Soprintendente spiega perché è necessaria unanalisi approfondita -------------------------------------------------------------------------------- «Le Torri sono come due vecchie signore ammalate cui bisogna misurare la febbre». Questo, secondo lex Soprintendente ai beni architettonici Andrea Emiliani, il senso dellintervento di restyling che dallestate metterà sotto la lente di ingrandimento acciacchi e malanni della Garisenda e dellAsinelli. Indagine a metà tra lantico e il moderno. Con scalatori di professione che si caleranno dalla cima a scrutare mattone per mattone, teleguidati da terra con telecamere e walkie talkie. Cinture metalliche di contenimento. Sonde per la rilevazione delle vibrazioni. E un «Georadar» che «spolvererà» con impulsi elettromagnetici la superficie delle Due Torri a caccia di buchi e falle. Archiviato il progetto di un ascensore che arrivasse fino in cima allAsinelli - «una idea ignobile» la definisce Emiliani - le Torri hanno bisogno di un controllo sul loro stato di salute. «Sono oggetti di una fragilità e di una altezza inaudite - spiega lex Soprintendente - sottoposte a vibrazioni di traffico intense e costanti». Per di più, aggiunge, «su un terreno che tende a impantanarsi per la subsidenza, dove cioè largilla tende a seccarsi e a perdere durezza ed elasticità». Nessun rischio crollo, per ora, «ma una verifica del loro stato è necessario. Anche perché non è mai stata fatta una analisi che andasse oltre i 5 metri di profondità». I lavori partiranno in estate con le «ispezioni» della struttura esterna della torre Asinelli, che non era stata interessata dalla prima fase dei lavori di restauro di qualche anno fa. A esaminare mattone per mattone arriveranno da Trieste e Milano gli alpinisti - scalatori di Fly Service. «Si tratta - spiega lingegner Gilberto Dallavalle, che insieme al professor Claudio Ceccoli ha elaborato il progetto completo di restyling delle Due Torri - di arrampicatori professionisti. Alpinisti che si caleranno dallalto, dotati di un elmetto con telecamera, e che andranno scrutare tutta la superficie esterna della torre, «teleguidati» da tecnici a terra, che seguiranno i lavori in video». Una analisi cui sarà associata quella del Georadar, «una sorta di aspirapolvere a base di impulsi elettromagnetici che rileverà falle o danni nella muratura». E durante questa fase che verranno inseriti in alcuni punti strategici dei sensori in grado di inviare a un terminale a terra le vibrazioni della torre sotto leffetto del traffico. «E lo stesso tipo di apparecchio - continua Dallavalle - che misura il movimento oscillatorio dei terremoti». In base alle rilevazioni di questa prima fase, cominceranno poi i lavori veri e propri. «Interventi che potrebbero riguardare sia le fondamenta che la struttura in elevazione». Si va dallinserimento di cinture metalliche che dovrebbero contenere il perimetro esterno dellAsinelli «per impedirne deformazioni», a catene interne per sostenerne la struttura. Più soft invece il cantiere che si apre per la Garisenda, già oggetto di un restauro tra il 2001 e il 2004. «In questo caso si tratterà di fare un semplice monitoraggio per vedere se inserire cinture esterne di sicurezza o per verificare lo stato delle fondamenta». Niente paura anche per quel che riguarda i ponteggi, che potrebbero nascondere le torri per molto tempo. «Proprio su questo punto i lavori vennero bloccati tempo fa dalla Soprintendenza - spiega Dallavalle - ma le impalcature non saranno invasive. Per lAsinelli si è pensato infatti a un ponteggio mobile autosollevabile, da spostare da una facciata allaltra. Per la Garisenda invece basterà un ponteggio alto 20 metri, per montare gli anelli metallici di protezione». (s. b.)