Marco Scaramellini, assessore all'Urbanistica e ai Lavori pubblici Riceviamo e pubblichiamo l'intervento dell'ingnegner Marco Scaramellini ? assessore all'Urbanistica e ai Lavori pubblici del Comune di Chiavenna - sulla questione del regolamento per il recupero degli edifici storici. Il servizio pubblicato sabato 2 giugno a pagina 22 della "Provincia" sul regolamento del Comune di Chiavenna per la valorizzazione del centro storico merita certamente alcune precisazioni, soprattutto alla luce del quadro complessivamente poco incoraggiante che ne viene tracciato. Pur riportando in modo corretto le mie dichiarazioni sull'argomento, l'autore dell'articolo ha omesso di riportare alcuni particolari che avrebbero potuto cambiarne completamente il senso. Non è stato scritto, per esempio, che proprio in questi giorni è iniziata la ristrutturazione di un edificio storico del centro di Chiavenna da parte di un proprietario che usufruisce degli sgravi e delle agevolazioni previsti per chi rispetta i vincoli imposti dal regolamento. I dati comunque parlano chiaro. Dal 2001, anno di approvazione del regolamento, gli interventi che ne hanno beneficiato a vario titolo sono stati 21 (un gran bel numero) dei quali: 2 nel 2001, 3 nel 2002, 1 nel 2003, 3 nel 2004, 6 nel 2005, 3 nel 2006 e 3 soltanto nel primi 5 mesi dell'anno 2007 Non solo, quindi, non si può dire che sia mancato in generale l'interesse per l'iniziativa, ma nemmeno che si sia registrato un calo in questo senso. Si deve anche tenere conto del fatto che, pur mettendoci il Comune la sua parte, sono i singoli proprietari degli immobili a dover affrontare la spesa per la ristrutturazione. È logico quindi che il numero degli interventi dipenderà dalla disponibilità dei singoli e che, trattandosi di opere comunque piuttosto onerose, anche tenuto conto delle agevolazioni, non è detto che tutti siano in grado fin da subito di far fronte alla spesa prevista. Resta il fatto che i numeri che abbiamo ottenuto sono rilevanti, soprattutto se parametrati alla realtà di un piccolo centro come Chiavenna, ma ciò che più conta è l'aspetto culturale, rilevante ma non misurabile. Il regolamento, infatti, è solo il provvedimento più ?visibile? che contraddistingue un lavoro culturale molto più ampio. Soprattutto sotto questo profilo l'iniziativa deve essere considerata un successo. Non per niente il regolamento per l'applicazione delle agevolazioni del Comune di Chiavenna è stato importato negli stessi termini anche a Morbegno, ha destato notevole interesse in ambito accademico (numerose le tesi di laurea che hanno per oggetto il centro storico) ed è stato oggetto di convegni anche fuori provincia, l'ultimo dei quali a San Daniele del Friuli, alla presenza di autentici luminari nel campo dell'edilizia e dell'urbanistica. L'aspetto da sottolineare sarebbe stato piuttosto il fatto che a Chiavenna ha cominciato a farsi largo la consapevolezza che la presenza di un vincolo non deve essere considerata come un onere aggiuntivo in caso d'intervento, come un'indebita ingerenza nella proprietà privata o, meno ancora, come causa di contrazione del valore del bene. Tale sentore comune ha portato in passato a un rapporto conflittuale con gli enti preposti alla tutela ed in particolare con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali e ha scoraggiato parecchi interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio esistente. Si è ritenuto importante quindi che l'ente pubblico intervenisse concretamente al fine di sensibilizzare al problema la popolazione e di incentivare anche economicamente gli interventi. Tutto questo nell'ottica di una valorizzazione del patrimonio storico e architettonico che non solo permette la conservazione e il recupero degli edifici di pregio, ma che ha portato anche alla conseguenza, importantissima per i proprietari, dell'aumento del valore degli immobili. In centro storico sono molteplici gli accorgimenti e i particolari che, rispettati, concorrono al mantenimento delle tipologie e "dell'atmosfera": dagli intonaci ai colori, dai camini ai cornicioni, dai portali ai balconi. Vi sono poi gli elementi di novità che vanno introdotti per permettere la fruizione e lo sviluppo delle attività all'interno del centro storico come per esempio le insegne dei negozi, le tende parasole, i serramenti delle vetrine, le chiusure esterne di sicurezza, che sono da introdurre con attenzione. In conclusione ritengo che, grazie all'attento lavoro che le amministrazioni hanno portato avanti negli anni e grazie all'impegno dei cittadini, nella città di Chiavenna si sia radicata la cultura della conservazione programmata e dello sviluppo sostenibile del centro storico, con ricadute positive evidenti per i residenti in termini di miglioramento della qualità urbana.