I controlli capillari stanno frenando l'emorragia. In aumento le opere recuperate ROMA Nel mirino ci sono soprattutto i musei, ma anche le sedi istituzionali, le chiese e i privati. E anche se negli ultimi tempi la tendenza si è rovesciata, grazie anche ai sistemi di sicurezza introdotti nei musei, per decenni l'Italia è stata un vero e proprio paradiso per i ladri d'arte. Basti pensare che negli ultimi trent'anni, dal 1970 al 2006, le opere trafugate sono state complessivamente più di 850 mila, tanto che ogni mese si sono registrati due furti nei musei, sei nelle sedi istituzionali, 41 nelle chiese e 56 negli appartamenti. Un patrimonio enorme di quadri, statue, incisioni e quant'altro rimasto per la maggior parte dei casi nelle mani dei ladri o dei collezionisti che hanno ordinato il furto. Qualcosa, però, è cambiato negli ultimi anni. Al contrario delle chiese e degli appartamenti privati, sempre esposti al rischio di furti, i musei sono diventati luoghi più sicuri, come sottolineano i carabinieri dei Beni culturali. Negli ultimi cinque anni - ha spiegato il colonnello Giovanni Nistri, comandante del nucleo Beni culturali - i furti d'arte denunciati nel nostro paese sono diminuiti «nettamente e costantemente», passando dai 2090 del 2001 ai 1.214 del 2006. Più che dimezzato il numero degli oggetti trafugati, passati nel periodo 2001-2006 da 30.012 a 12.362. A giovarne di più sono stati proprio i musei, passati dai 24 furti del 2001 ai 14 del 2006.Buone notizie anche per quanto riguarda i recuperi, passati dai 106.823 del 2001 ai 161.011 del 2006. Quello dei furti d'arte in Italia è comunque un mercato che ha le sue regole e si caratterizza anche per la «circolari-tà» della rotta dell'illecito le opere trafugate a Sud, Roma compresa, vengono solitamente ritrovate nei mercatini del Nord, proprio come accaduto per certi versi con il Tiepolo recuperato ora a Pordenone, e viceversa. Diverso, invece, il mercato internazionale che in passato ha visti alcuni paesi, come la Svizzera, tappa di passaggio obbligatoria per le opere trafugate. Anche in questo caso le cose sono mutate da quando gli svizzeri hanno cambiato la legislazione in materia e, verso la fine del 2006, hanno firmato un apposito accordo con l'Italia. Per il traffico di oggetti di «alto antiquariato», invece, è la Gran Bretagna il paese meta delle principali opere rubate, al contrario della Francia «specializzata» invece nel cosiddetto «basso antiquariato». Proprio per frenare ulteriormente i furti, nel marzo scorso il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli ha presentato un disegno di legge che prevede per i furti d'arte un aumento della pena detentiva rispetto al furto semplice da tre a sei anni. Aumenta anche la pena pecuniaria che passa da 500 euro a 30 mila. Inoltre il reato di ricettazione viene esteso anche a chi detiene illecitamente beni d'arte rubati, con l'effetto di non far scattare la prescrizione finché il bene viene trattenuto.