Cupramontana, l'esperto individua un lavoro del pittore custodito nel Monastero di Santa Caterina II critico nella capitale del verdicchio su invito di don Fileni: "Ho un dipinto di De Magistris" Invece viene alla luce una tela dell'artista veneziano CUPRAMONTANA - "Le Marche acquisiscono un capolavoro in più e viene aggiunta un'opera di assoluto valore al catalogo di un grande pittore". Così un raggiante Vittorio Sgarbi ha commentato la scoperta di un dipinto del pittore veneto Paolo Piazza, durante la sua visita a Cupramontana di sabato pomeriggio. Ad invitare nella capitale del verdicchio il noto critico d'arte è stato il parroco don Maurizio Fileni che da tempo riteneva attribuibile a Simone De Magistris un olio su tela custodito presso il locale Monastero di Santa Caterina. Non a caso Sgarbi è giunto a Cupramontana da Caldarola dove in mattinata aveva illustrato a Diego Della Valle le opere della mostra di cui è curatore: "Simone De Magistris. Un pittore visionario tra Lotto e El Greco". "Non si tratta di un De Magistris come ipotizzato dal parroco - ha spiegato Vittorio Sgarbi - ma comunque di un'opera di assoluto pregio di Paolo Piazza. Frate Cappuccino nativo di Castelfranco Veneto attivo tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento che con De Magistris, pur essendo due pittori con le loro ben distintine individualità, ha molti punti in comune: lo stesso gusto, la stessa cultura manieristica e sigla stilistica. Il Piazza, anche ricordato con l'appellativo di Fra' Cosimo, è uno dei più importanti pittori del manierismo del Nord Italia e rispetto a Simone De Magistris è maggiormente influenzato dall'iconografìa del mondo francescano. Ma entrambi sono pittori visionari. pittori mentali, legati all'astrazione dalla realtà, assolutamente distanti dalla lezione del naturalismo di Caravaggio". Un valore artistico, quello del dipinto di Cupramontana, accresciuto dalla forte possibilità che l'opera sia l'unica del Piazza presente nel le Marche. "Credo che questo sia l'unico lavoro del pittore Veneto presente in regione - ha sottolineato Sgarbi -. Per questo motivo è molto più interessante rinvenire nelle Marche un Paolo Piazza che un Simone De Magistris. Pur non conoscendo l'esistenza del Piazza don Fileni, parroco insistente ma avveduto, ha colto l'elevata cifra artistica del dipinto: ha avuto l'intuito di percepire che si trovava di fronte a un lavoro d'alta scuola". Al critico d'arte sono state sufficienti poche occhiate per riconoscere le pennellate di Paolo Piazza. "Sono l'ultimo occhio della storia dell'arte e caso vuole - ha affermato - che proprio a casa mia possegga una Madonna del Piazza identica a quella presente nel vostro dipinto, che pure è di ben più ampio respiro". Olio su tela di circa tre metri e mezzo di altezza per due di base l'opera conservata presso il Monastero di Santa Caterina rappresenta la Morte di San Giuseppe con Madonna e Bambino circondati da angeli. Un soggetto in alcuni aspetti decisamente originale come rimarcato anche da Stefano Papetti, l'altro curatore ' dell'evento di Caldarola presente a Cupramontana insieme a Sgarbi ed a Liana Lippi, coordinatrice della mostra sul De Magistris. "La presenza di una moltitudine di angeli con gli strumenti di lavoro del falegname è un tema assai raro - ha spiegalo Papetti -. Oggi a Cupramontana abbiamo riportato alla luce un'opera di valore artistico, e non solo, anche superiore a quello del De Magistris". Sia Sgarbi che la Lippi hanno infatti concordato che se restaurato in tempo utile l'olio su tela di Cupramontana sarà certamente inserito tra le opere esposte a Caldarola.