Verrà riaperto al pubblico con un percorso fino alla sorgente Fontane illuminate come a Versailles e a villa Mulini verranno posti a dimora aranceti e decine di rose botaniche PORTOFERRAIO. Recupero del parco della Villa di San Martino chiuso da anni al pubblico. Ripristino della "Fonte di Napoleone". Poi rifacimento dei giochi d'acqua (come a Versailles) a San Martino e ai Mulini; inserimento di aranceti e di rose botaniche. Sono alcune delle realizzazioni che si andranno a compiere nelle due regge imperiali elbane, grazie a nuovi finanziamenti promossi dal Ministero per i Beni e le Attività culturali per migliorare l'aspetto e la vivibilità delle due residenze napoleoniche dell'Elba. Ora sì che potrà prendere corpo tutta una serie di interventi, da tempo rimandati a causa di una gestione obbligata ad effettuare poco più che l'ordinaria amministrazione. Tutto questo per migliorare gli standards museali, secondo le norme d'indirizzo dettate dal Ministero nel 2001, cominciando dalla redazione di uno statuto delle due yille che tenga conto delle finalità e dei suoi indirizzi fino all'approfondimento dei caratteri gestionali, scientifici e dei rapporti con il pubblico. Come primo atto si costituito, all'interno della Soprintendenza di Pisa, in collegamento con la Direzione per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, un gruppo di studio diretto dal Soprintendente Guglielmo Malchiodi e con la partecipazione della direttrice dei due musei elbani, Roberta Martinelli, dell'architetto delle residenze Mario Ferretti. I1 compito è quello di affrontare alcune tematiche irrisolte fino ad oggi e, sulla base di un progetto datato anni '80, verificarne la fattibilità e laddove sarà possibile rivisitarlo ed aggiornarlo in base alle moderne necessità. Si darà preminenza a quegli aspetti che riguardano l'assoluta verifica dei musei sotto il profilo della sicurezza; ciò comporterà una revisione complessiva ed un ampliamento della rete degli impianti tecnologici che consentono il controllo della situazione. A questo fine è collegato l'adeguamento delle biglietterie con conseguenze miglioramento dello standard di prima accoglienza. Alla Palazzina dei Mulini la biglietteria sarà spostata in quelle che in origine erano le cucine della corte di cui restano significative tracce e che hanno conservato l'atmosfera originaria. Da qui sarà possibile accedere al museo attraverso la riapertura di un antico passaggio. Successivamente particolare rilievo sarà dato alla revisione del verde. Il vasto parco della Villa di San Martino è da anni inaccessibile al pubblico perché, in mancanza di manutenzione periodica la situazione si è deteriorata al punto da rendere indispensabile una manutenzione straordinaria attenta soprattutto alo stato di vegetazione ma anche alla sistemazione dei percorsi formati da muratura a secco. Dovrà essere regimentato di nuovo il sistema delle acque superficiali attraverso sistemi idrici originari. La riapertura del parco renderà possibile raggiungere la "Fonte di Napoleone" legata alla leggenda dell'Esule. Mine sarà possibile ricostruire il gioco delle acque attraverso le numerose vasche distribuite nel verde, fino ala grande serra costruita dall'architetto Coppedé. Stesso motivo anche per la palazzina dei Mulini dove sarà saranno utilizzate le tre cisterne che si aprono nel sottosuolo. Si tratta di una serie di vasche (ora interrate) collegate tutte fra loro da un sistema di caduta dell'acqua nelle quali potranno essere reinserite piante acquati-che. Sempre ai Mulini si procederà ad una revisione dei giardini, allestendo ad aranceto (come era all'epoca) il prato che fiancheggia il teatro da dove si toglieranno le piante che ci sono e saranno introdotte le varietà tipiche del giardino di Primo Ottocento tra le quali le rose botaniche e storiche del periodo. Infine si procederà ad un progetto didattico che tenga conto non solo delle due residenze ma anche di tutti i processi culturali di cui esse sono state testimoni.