Caro direttore, registro un duplice "corto circuito" nel commento pubblicato il 3 giugno dal suo giornale («Se Rutelli dimentica Milano»). Il primo riguarda il fatto che io non avrei chiamato in causa Milano tra le città citate nell'intervista ineccepibile e come sempre estremamente puntuale a Riccardo Chiaberge («II Sole-24 Ore» del 2 giugno). Ora in verità, nella nostra conversazione io ho citato Milano, anche perché mi trovavo alla vigilia di una visita nel capoluogo lombardo in cui avevo in programma diverse iniziative sia riferite all'impresa (l'assemblea dell'Anci, i Calzaturieri di Confindustria), sia soprattutto alla cultura: un incontro alla Triennale e con il mondo del design e una riunione con le istituzioni lombarde sugli impegni per la cultura a Milano. Chiaberge non ne ha scritto anche perché abbiamo parlato di moltissime cose. Non è appropriato, peraltro, citare come indice di trascuratezza la mia proposta di riorganizzazione dei Poli museali: Milano non vi figura, come è noto, semplicemente perché non è sede di un Polo museale. E qui vengo al secondo "corto circuito". «Il Sole-24 Ore» sembra raccogliere una polemica del sindaco Moratti, che io giudico assolutamente infondata, di trascuratezza "politica" del ministro per Beni e le attività culturali verso la sua città. Polemica veramente fuori luogo: perché espressa al termine di una riunione da me proposta al Comune, alla Provincia e alla Regione proprio per confrontarci sulle possibili iniziative comuni per la cultura a Milano. Perché già nel primo anno del mio lavoro abbiamo ottenuto un risultato che non esito a definire straordinario: la "riconquista" di Palazzo Litta, prima occupato dalle Fs e destinato in breve tempo a divenire la «cittadella della cultura» per la città, dove avrà sede tra l'altro uno spazio di introduzione alla visita del Cenacolo di Leonardo (un impegno che presi in occasione di un dibattito proprio presso «II Sole-24 Ore»), attualmente assai inadeguata, e la restituzione al Comune nel giro di circa due anni degli spazi oggi occupati dalla Soprintendenza in Palazzo Reale (notizia importante e attesa, comunicata alla Moratti proprio nel corso della nostra riunione milanese). Terza ragione di mio fermo dissenso dalla polemica della Moratti: in appena due settimane, ho trasmesso agli enti territoriali una "due diligence" sulla condizione finanziaria della Fondazione dell'Orchestra Verdi e abbiamo concordato un cammino comune e trasparente per affrontare la grave crisi; abbiamo affrontato le problematiche di Brera (frutto di antichissimi dissidi e oggi in mano al ministero dell'Università, ma su cui il mio ministero è pronto a prendersi le più serie responsabilità); fornito la nostra disponibilità a governare preventivamente e in piena collaborazione le procedure di autorizzazione per eventi e manifestazioni nel centro storico (che in passato hanno suscitato vari conflitti); ho comunicato alle istituzioni locali la disponibilità del Governo a cofinanziare un intervento significativo a Milano in vista del 2011, 150 dell'Unità d'Italia; ho assicurato che sto lavorando per ripristinare i quattrini tagliati dal Governo Berlusconi in favore del Museo della Scienza e della tecnologia (spero di poter dare buone notizie ai milanesi nel giro di alcune settimane e così risanare un guasto compiuto da un Governo di cui, per memoria, non posso ricordare che la Moratti faceva parte). Nel mio incontro con il direttore della Triennale, Rampello, ho preso alcuni altri impegni riguardanti questa importante e ben gestita istituzione. Escludo da questo riassunto la lunga serie di interventi ordinari programmati dal mio ministero a Milano; penso se ne possa ricavare una volontà di leale collaborazione che per parte mia porto avanti proprio perché conosco le reali trascuratezze con cui Milano è stata governata nel campo culturale, anche da parte dello Stato. Milano non è solo la Scala, che registra grandi successi ed ha registrato un forte accrescimento degli impegni del mio ministero; 4,5 milioni di euro in più nel 2006-2007 rispetto ai bilanci di Tremonti; l'approvazione dopo molti anni di discussioni del nuovo Statuto che chiarifica e rende più produttivo l'ingresso di soci privati; la nomina del Cda, da parte mia, di un super-manager come Alessandro Profumo; altro che politici trombati. Milano è la capitale dell'economia della cultura; e infatti, avendo due persone da designare nel neo-costituito Comitato per l'Economia della cultura nel Consiglio superiore dei Bbcc, ho nominato due milanesi: Giuseppe Guzzetti e Giulia Maria Crespi. Mi fermo qui, caro Direttore, in questa replica volta a sgombrare il campo da una polemica che non ha ragion d'essere e a confermare che per la cultura a Milano, finalmente, stiamo facendo sul serio. Francesco Rutelli Ministro per i Beni e le attività culturali Meno male che si è fermato lì, caro ministro. Il commento pubblicato domenica dal Sole-24 Ore dava conto delle lamentele del sindaco Moratti. E, le ripeto, il primo cittadino di Milano ha più di una ragione. La sensazione, spesse volte, è che si tagli a Milano per poi replicare a Roma, vedi design e museo della scienza. La questione settentrionale,piaccia o no, è anche culturale. L'unico corto circuito che notiamo è quello tra questa lettera e una sua lunga intervista da noi pubblicata il primo giugno. In totale le abbiamo dedicato lo spazio equivalente a 2039 parole. Il nostro povero commento arrivava appena a 165. Se alle parole seguono i fatti... Io intanto ogni mattina passo davanti a palazzo Litta che da anni giace nel suo statale grigiore, prossimo all'abbandono. (f. de b.)
Lettera del ministro Rutelli: Non ho dimenticato Milano
Il ministro per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, ha risposto a una polemica del sindaco di Milano, Giuseppe Moratti, che ha accusato il ministro di trascuratezza politica nei confronti della città. Rutelli ha affermato che la polemica è infondata e che ha fatto molti impegni per la cultura a Milano, come la riorganizzazione dei Poli museali, la restituzione di spazi al Comune e la nomina di un nuovo Cda al Museo della Scienza e della tecnologia. Ha anche menzionato la sua disponibilità a governare preventivamente e in piena collaborazione le procedure di autorizzazione per eventi e manifestazioni nel centro storico.
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