Spunta Giandomenico, figlio di Giovambattista, venduto per meno di diecimila euro Le interesserebbe qualcosa di maggior valore? È la domanda che si è sentito fare in un mercatino delle pulci del nord-est un signore pronto all'acquisto di oggetti d'arte. Era un «abboccamento» per presentare il pezzo forte di cui la banda era in possesso, ovvero quella Scena carnevalesca del 1765 di Giandomenico Tiepolo che così viene immediatamente venduta per meno di diecimila euro. Il quadro, stima un milione di euro, è firmato dal figlio di Giambattista che, con l'illustre genitore, decorò la residenza di Wurzburg (gli affreschi delle sovrapòrte), collaborò a soggetti religiosi ma ebbe fama soprattutto grazie a scorci di vivacità popolare «registrati» con particolare aderenza alla realtà. Fra le sue imprese, c'è la decorazione di Villa Valmarana nel 1757 (Vicenza) che confuse Goethe (non riconobbe le mani dei due diversi artisti, padre e figlio). La Scena carnevalesca era stata rubata nella casa romana di un collezionista: le maschere settecentesche che danzano in strada avevano poi viaggiato ed erano finite nel nord-est, ma i carabinieri del comando provinciale di Pordenone a Portogruaro hanno sgominato l'organizzazione che gestiva un traffico imponente di reperti artistici e recuperato il prezioso dipinto, risalendo dal venditore al compratore. L'indagine era cominciata nel 2006 quasi per caso, quando un collezionista che aveva comprato un acquerello di scuola bolognese viene colto dal dubbio che sia un falso. Si presenta in caserma e chiede accertamenti per capire cosa ha in mano. E da lì parte una maxi operazione: per un anno gli inquirenti hanno seguito le piste dei rigattieri e dei mercatini delle pulci. Nel corso dei mesi, le perquisizioni a tappeto hanno portato a un «bottino» di novanta opere d'arte, con la sorpresa di Giandomenico Tiepolo e dell'acquirente stesso che alle forze dell'ordine ha mostrato di «non sapere». Fra il 2001 e il 2006 sono state recuperate dai carabinieri 99.970 opere, 345.320 oggetti archeologici e sequestrati 173.603 falsi. All'inizio del nuovo anno, c'è stato una cambio ai vertici del comando che ha promosso alla direzione Gianni Nistri e in maggio, il ministro per i beni culturali Francesco Rutelli ha annunciato un inasprimento delle pene per i ricettatori e i ladri d'arte.