On. Francesco Rutelli Ministro per i Beni e le Attività Culturali Via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma flaminia.nardone beniculturali.it On. Danielle Mazzonis Sottosegretario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma mazzonis.segreteriabeniculturali.it Dott. Giuseppe Proietti Segretario Generale Via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma segreteria.dbcpbeniculturali.it Prof. Salvatore Settis Presidente del Consiglio Nazionale per i Beni Culturali co Ministero per i Beni e le Attività Culturali Via di S. Michele, 22 00153 Roma s.settissns.it e p.c. a www.patrimoniosos.it Prendendo spunto dalla lettera diffusa dal personale della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia (Patrimoniosos 23.4.2007), che ha raccolto adesioni presso la Soprintendenza Archeologica Autonoma di Roma (Patrimoniosos del 14.5.2007), noi, dipendenti della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, intendiamo associarci pienamente al disagio espresso dai colleghi, condividendo la preoccupazione sulla annunciata riforma di riorganizzazione ministeriale. Auspichiamo vivamente che il nuovo regolamento possa far chiarezza su ruoli e competenze dei vari Uffici e miri a rafforzare l'efficacia del nostro Ministero. Nutriamo però alcune difficoltà a comprendere e sottoscrivere le critiche espresse nei vari punti della lettera, se tali critiche sono da leggere in particolare in riferimento all'operato della Direzione Regionale della Lombardia. Riteniamo dunque doveroso, in relazione all'esperienza maturata presso la sede lombarda in questi anni, far sentire la nostra voce. L'impostazione dell'attività della Direzione Regionale, certamente migliorabile, è stata a nostro avviso una risposta ragionevole e di buon senso all'attuale organizzazione delle competenze fissate dalla normativa vigente: si è cercato di trovare, o meglio di "sperimentare" un nuovo modo di lavorare, fondato sulla concertazione, sul coordinamento tra i diversi soggetti, sulla interdisciplinarietà. Lungi dall'indebolire le Soprintendenze, ci sembra che notevole sia stato anzi l'impegno di garantirne l'autonomia (con ampie deleghe, perfino di funzioni ritenute non delegabili -si pensi alle Conferenze dei servizi intersettoriali-), nell'ottica però di assicurare il coordinamento delle azioni tra i vari Uffici (soprattutto nei casi di tutela più complessi e nei confronti dei soggetti esterni). In diversi casi la Direzione Regionale della Lombardia ha dato il proprio appoggio e il sostegno -anche economico- a progetti e iniziative scientifiche. I tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza della Direzione, compresi quelli delle gare di appalto, denotano in linea di massima atti alla mano- l'efficacia e l'efficienza della struttura. Per quanto riguarda il depauperamento in termini di risorse umane, va sottolineato che ciò non corrisponde al vero: il personale della Direzione Regionale della Lombardia che a gennaio 2007 ammontava a 34 unità (delle quali 6 in part-time) è principalmente composto da personale in distacco (14 da Istituti MIBAC Lombardia e 5 da altre regioni), comando o trasferimento da altri enti (13 unità) o reclutato tramite cambi tra pari professionalità, nell'ambito di scelte di mobilità volontaria; in due casi si è trattato di nuova immissione in ruolo a seguito di concorso. Il quotidiano contatto con funzionari che svolgono la loro attività nelle Soprintendenze di altre regioni ci segnala che esistono differenze nei diversi ambiti territoriali e che particolarmente difficili sono i rapporti instaurati con alcune Direzioni regionali; il nostro vissuto presso la Direzione Regionale lombarda ci induce però nel complesso a credere nella validità di questa esperienza. La tradizione centenaria di eccellenza riconosciuta ai funzionari tecnici del MIBAC è una ricchezza che appartiene a tutti e nessuno di noi vuole che venga cancellata o sminuita. Bisogna però sforzarsi di individuare nuove formule per impostare il nostro lavoro ripensandolo in termini adeguati ai tempi e alle nuove esigenze, per far fronte all'ampliamento dei beni da tutelare e valorizzare con una capacità di lettura del patrimonio trasversale e non più esclusivamente settoriale - e alla necessità di concertare le azioni con altri soggetti pubblici e privati presenti sul territorio. L'appello del personale della Soprintendenza Archeologica della Lombardia suscita perplessità tra noi dipendenti della Direzione Regionale, che con azioni e iniziative concrete abbiamo operato muovendoci in appoggio, sostegno e solidarietà dei colleghi delle Soprintendenze, sentendoci parte dello stesso insieme. In conclusione, vogliamo cogliere l'appello dei colleghi della Soprintendenza Archeologica della Lombardia come uno sprone a continuare e sviluppare le collaborazioni già in corso tra Direzione Regionale e Soprintendenze, sostenuti possibilmente da un regolamento che definisca in maniera chiara, concreta e uniforme funzioni e competenze di ciascun Ufficio. Cristina Ambrosini Brunella Bruno Paola Marina De Marchi Marco Minoja Enrico Mancuso Elena Rizzi Giancarlo Borellini Emanuela Carpani Michela Palazzo Marta Ragozzino Vincenzo Nicolazzo Stefania Russo Daniela Lattanzi Raniero Belloni Angela Vannella Mari Mapelli Adele Monno Manuela Rossi Alessandra Dalla Palma Franco Dominello Antonio Varone Maria Sauchelli Giuseppe Amato Giuseppe David Stefano Pilato Mirca Tagliapietra
Direzione regionale beni culturali della Lombardia: una nuova lettera
Un gruppo di dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, provenienti dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, ha espresso il proprio disagio per l'annunciata riforma di riorganizzazione ministeriale. Sottolineano che la riforma potrebbe indebolire le Soprintendenze e che il nuovo regolamento dovrebbe chiarire ruoli e competenze degli Uffici. Il gruppo di dipendenti sostiene che l'esperienza maturata presso la Direzione Regionale della Lombardia è stata positiva e che la tradizione centenaria di eccellenza dei funzionari tecnici del MIBAC è una ricchezza che non deve essere cancellata.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo