«Il condono edilizio sarà leggero. Si sta lavorando su un testo predisposto dal ministero dell'Ambiente per ridurre al minimo l'impatto negativo sull'ambiente e sul paesaggio». È soddisfatto il ministro per le politiche agricole, Gianni Alemanno, all'uscita dal vertice sulla manovra legata alla Finanziaria 2004, per quanto è riuscito a strappare sulla sanatoria edilizia. Ma i margini di recupero per il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, nella scrittura del testo del decreto legge che andrà all'esame del Consiglio dei ministri la prossima settimana, restano molto ridotti. Quel che Matteoli ha chiesto in questi giorni, anche nelle memorie inviale all'Economia e alle Infrastrutture, è l'esclusione dalla sanatoria delle aree vincolate e un silenzio-rifiuto nel caso dei vincoli relativi aggirabili con i nulla osta Ambientali e dei Beni culturali. Questo otterrà con tutta probabilità. E anche il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, avrà la soddisfazione di vedere accolta almeno parzialmente la sua proposta sulla privatizzazione dei beni demaniali che hanno solo formalmente un valore storico-artistico. Così come il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, dovrebbe strappare il fondo, alimentato dalle oblazioni forse per un centinaio di milioni, per progetti di riqualificazione urbana dì interesse nazionale. Ma la struttura del condono, per il resto, non è destinata a cambiare. La sanatoria sarà estesa certamente alle nuove costruzioni e, quindi, niente affatto leggera: saranno ricomprese le opere concluse entro il 31 marzo 2003. Le novità messe a punto sul testo nelle ultime ore prevedono, semmai, un cospicuo innalzamento dell'entità dell'oblazione che, nel caso di nuove costruzioni realizzate in difformità agli strumenti urbanistici, arriverebbe a 150 euro a metro quadrato, rispetto ai cento euro su cui si era ragionato nei giorni scorsi. Si pagherebbe in tre rate, la prima entro il 15 dicembre. La crescita di gettito che i ministeri dell'Economia e delle Infrastrutture si attendono da questa misura consentirà, semmai, di alleggerire la sanatoria su aree demaniali che pure resterà nel provvedimento. Proprio nel filone demaniale, oltre alla sanatoria delle attività esercitate abusivamente e alle opere realizzate su aree completamente pubbliche (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri), si prevede anche di sanare le opere che hanno avuto una prima parziale regolarizzazione con l'articolo 5-bis del decreto legge 1432003: si tratta degli sconfinamenti di opere regolarmente realizzate su aree private in aree demaniali. Il decreto legge 143 consentiva al privato di acquisire la porzione di area demaniale su cui aveva sconfinato, il condono edilizio consentirà di sanare l'opera. Un punto su cui non c'è ancora accordo è quello degli oneri concessori. Il ministero delle Infrastrutture non vorrebbe replicare la possibilità, che nel condono del '94 veniva data alle Regioni e ai Comuni, di tagliare fino al 50 gli oneri concessori dovuti ai Comuni per la realizzazione delle opere di urbanizzazione.