-------------------------------------------------------------------------------- Cefalù Torna alla luce una necropoli di 2.500 anni fa. Leccezionale scoperta a Cefalù durante i lavori di scavo per la realizzazione di un albergo. Larea interessata ai ritrovamenti è quella antistante il cinema Astro, in via Martoglio, dove da qualche mese la Ditta Cogetour s. r. l sta costruendo un complesso alberghiero di 60 camere. Durante i recenti lavori di sbancamento per la realizzazione di un garage e di un giardino pensile sono venuti alla luce diversi frammenti di terracotta e numerose tombe, alcune delle quali monumentali. Una necropoli ellenistica romana che risalirebbe al periodo compreso tra il IV e il I secolo a. C. integrata nel complesso urbanistico della città normanna. Si tratta di un agglomerato di tombe di lunga frequentazione suddiviso in quattro stratificazioni dove sicuramente coesistono differenti tipologie di sepoltura. Una vera e propria «città dei morti» dove il rituale praticato è quello dellincinerazione dei corpi con il corredo funebre costituito da vasi attici a vernice nera e rossa, "lekane" e "skyphos". A scavare unéquipe di sei archeologi dellUniversità di Palermo sotto la direzione scientifica del professore Amedeo Tullio. «Nello strato che si sta procedendo ad analizzare - afferma Tullio - a circa cinque metri dal livello della strada sovrastante, sono state ritrovate tombe interessanti, abbiamo scavato e trovato i resti di un infante di circa sessanta centimetri. Il corpicino è schiacciato ma intatto, dalla scatola cranica al bacino, con il suo corredino fatto di anfore e ampolline». Dagli scavi sono venuti alla luce alcune tombe alla cappuccinella, numerosi vasi, un "lekane" a figure rosse, vaso contenitore di cosmetici da donna, lucerne e crateri, ma anche alcune coperture di tombe con iscrizioni; queste ultime confermano limportanza storica della necropoli. Pochi i dubbi sullimportanza del sito: gli archeologi sono convinti che ogni metro quadro di terra intorno nasconde una sepoltura. Si pensa che alcune appartenessero a famiglie facoltose, visto che è stato ritrovato un piccolo monumento funebre di pregevole fattura i cui pezzi sono stati trasportati e custoditi dentro il museo Mandralisca. «A Cefalù scavo dal 1976 - continuato Tullio - e nonostante anni di edilizia selvaggia quella che abbiamo ritrovata è una necropoli ancora intatta. Quella scoperta non ci sembra la parte finale, riteniamo che dovrebbe continuare per lintera fascia dellabitato a monte del lungomare». La necropoli secondo lesperto è databile e va dalla fine del IV al I secolo a. C. (dal 380 al 50 a. C). Il tipo di sepoltura è quello di tombe in fossa incinerate. Gli usi del tempo prevedevano che il defunto posto dentro la buca venisse contornato dal corredo composto da vettovagliamento e unguenti vari. Sul cadavere veniva posizionata della legna alla quale si dava fuoco per poi coprire il tutto con della terra. Per Amedeo Tullio il ritrovamento di questulteriore necropoli servirà a decifrare meglio la Cefalù antica, a cominciare dallestensione dellabitato e dal numero degli abitanti: «Questa scoperta ci dirà tante cose sulla Cefalù archeologica, grazie alle 600 tombe scavate in vari anni, alle cinque strade rinvenute, al mosaico paleocristiano del I secolo a. C., al sarcofago di età tardo-ellenistica. Speriamo che tutto questo materiale possa essere conservato in un museo comunale o regionale fruibile al pubblico, oggi più che mai vi è lesigenza di realizzare un "antiquarium" che raccolga e racconti la storia della cultura materiale della cittadina normanna». La paternità dellimportante scoperta archeologica spetta a Giuseppe Calabrese amministratore della Cogetur, società che si sta occupando della realizzazione dellalbergo, che ai primi ritrovamenti ha bloccato i lavori di scavo ed ha avvisato la soprintendenza ai Beni culturali ed ambientali. Larea interessata ai ritrovamenti è stata circoscritta anche perché come ha detto Calabrese: «Sono consapevole dellimportanza del ritrovamento, che andrà a beneficio del patrimonio culturale della nostra Cefalù, spero che la sovrintendenza mi permetta magari di realizzare un piccolo museo che possa contenere qualche reperto, un area da realizzare proprio dove abbiamo trovato le tombe». A dimostrare la disponibilità dellilluminato imprenditore madonita anche il fatto di aver messo a disposizione degli archeologi una squadra di operai per facilitare le operazioni di scavo e recupero dei materiali.