NON SONO pentita. E su questo argomento non ho altro da aggiungere». Poche parole e gran disappunto. Una reazione forse comprensibile, in quanto il fatto di possedere un Cézanne non è da tutti, e molti potrebbero condividere la scelta della proprietà-ria di non concederlo in prestito. La paura di un incidente, il timore dei ladri d'arte... Anche se non è detto che la dottoressa Terni Pons si tenga il 'Ritratto di Victor Chocquef appeso in salotto o chiuso nella cassaforte all'interno del suo appartamento, in piena città. Ma c'è chi, sulla sua decisione e sull'assenza della tela dalla mostra, ha idee molto precise: Vittorio Sgarbi . «Non esiste rapporto fra Firenze e Cézanne, se non per il fatto che, nel 1907 Gustavo Sforni, pittore, raffinato intellettuale e mecenate, se ne andò a Parigi tornandone con due dipinti: 'II giardiniere' di Van Gogh, salvato da un tentativo di esportazione e recuperato dallo Stato, e il 'Ritratto di Victor Chocquef di Cézanne. Un'opera importante, l'unica capace di motivare la mostra allestita a Palazzo Strozzi. In sua assenza, tanto valeva non farla. Parola mia». Assessore Sgarbi, lei ha visto il ritratto in questione? «Sì, ventidueenne, nella casa di Italo Balbo, a Ferrara, prima che Terni si trasferisse a Bologna e quindi a Firenze. Le opere della collezione Sforni passarono infatti alla famiglia ebrea Terni, attualmente proprietaria del ritratto». Cosa ne pensa della decisione di non prestarlo? «La colpa non è del privato, ma di chi non lo mette in condizione di mostrare il dipinto». In che senso? «E' assurdo che la Soprintendenza fiorentina non abbia ancora provveduto a chiedere il vincolo del 'Ritratto di Victor Chocquef di Cézanne, che si trova in Italia da 100 anni. E' la storia che lo impone». Cosa comporta il vincolo? «Una serie di obblighi: in primo luogo che l'opera non possa essere portata all'estero, e inoltre che debba essere mostrata. Cristina Acidini ha il dovere di chiedere il vincolo. Se da via della Ninna non lo fanno domani mattina, possono essere denunciati!».
La Soprintendenza ha l'obbligo di vincolare l'opera
La dottoressa Terni Pons, proprietaria del 'Ritratto di Victor Chocquef di Cézanne, ha deciso di non prestare l'opera alla mostra allestita a Palazzo Strozzi a Firenze. Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura, ha criticato la decisione, sostenendo che la Soprintendenza fiorentina non abbia ancora richiesto il vincolo dell'opera, che si trova in Italia da 100 anni. Sgarbi sostiene che il vincolo comporta l'obbligo di mostrare l'opera e che la dottoressa Terni Pons non ha il dovere di farlo. Ha invece parlato di una paura di incidenti e ladri d'arte.
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