(pi) «Stop agli spettacoli che hanno poca attinenza con la storia ed il prestigio dei teatri antichi siciliani». Le nuove regole per la fruizione, la gestione e la destinazione dei teatri antichi della Sicilia, sono state illustrate ieri sera, a Siracusa, negli spazi delle Latomie del Paradiso, nel cuore dell'area archeologica della Neapolis, dall'assessore regionale ai Beni culturali, Lino Leanza. «Regole che partono da direttive chiare ed uniche per tutti i teatri antichi dell'Isola», ha detto Leanza, e che nella sostanza mettono al bando iniziative ed eventi che hanno poco attinenza con l'importanza di siti come il teatro di Taormina, o quello di Siracusa, tanto per citarne alcuni. Le nuove regole sono state presentate da Leanza contestualmente alla presentazione del volume curato dal Centro regionale di restauro «Teatri antichi nell'area del Mediterraneo», ed i cui contenuti sono stati illustrati dal direttore del centro Guido Meli. «Quando parliamo di manifestazioni di un certo tipo -ha detto l'assessore ai Beni culturali - non facciamo riferimento solo ad eventi come le rappresentazioni classiche, ma anche ad eventi musicali di grande rilevanza. Certo se mi si parla del "Festivalbar" a Taormina ritengo non sia una manifestazione che possa svolgersi in un sito di tale prestigio. E comunque occorre che ogni evento ed iniziativa porti con se garanzie precise sulla tutela del bene in questione». «Questo decreto - ha aggiunto Leanza - non è comunque un atto di chiusura alla musica, alle grandi manifestazioni, perché innanzitutto il monumento va tutelato, oltre che fruito e regolamentato». I teatri antichi su cui è focalizzata l'attenzione, in Sicilia sono in tutto diciannove. E la realizzazione di un piano di fruizione e valorizzazione ha avuto la spìnta proprio a Siracusa, tre anni fa con una iniziativa del Centro regionale di restauro. Meli si è soffermato in tal senso sulle linee guida per la conservazione programmata delle architetture teatrali nel Mediterraneo. Ed ha parlato di «linee di condotta comuni» e di «strategie per la conservazione e corretta fruizione degli antichi luoghi di spettacolo». A fare gli onori di casa c'era la soprintendente ai Beni culturali di Siracusa, Martella Muti, che ha colto l'occasione per sottolineare l'esigenza di «interventi di restauro» al Teatro Greco, oltre al sovrintendente emerito Giuseppe Voza, ed al prefetto Benedetto Basile.