Tre dei nove membri che comporranno il cda della Fondazione Museo nazionale dell'Ebraismo italiano e della Shoah, hanno già un nome: Gad Lerner, Saul Meghnagi e Paolo Ravenna. Su di essi è caduta la scelta del Comune e della Provincia d'intesa accordo con il presidente della Regione Vasco Errani, che sta adottando lo specifico provvedimento di adesione alla Fondazione. «Si tratta con ogni evidenza di figure autorevoli e di alto profilo», commentano Sateriale e Dall'Acqua. Le restanti nomine spettano per statuto al ministero per i Beni e le attività culturali (3) all'Unione delle comunità ebraiche (2) e alle Fondazioni private (1). Una volta operativo il cda procederà all'elezione del presidente e alla nomina del comitato scientifico, composto da cinque membri scelti fra le personalità che si sono particolarmente distinte nello studio e nella conoscenza della Shoah e dell'Ebraismo italiano. Gad Lerner, 53 anni, attuale conduttore de L'Infedele (La7), scrive per Repubblica, Vanity Fair e Nigrizia; iniziò la sua attività giornalistica scrivendo per Lotta continua, poi, poi ha lavorato all'Espressi, la Stampa, Corriere della Sera; è stato anche direttore del Tgl. Tra i suoi libri: Operai (Feltrinelli 1988), Maledetti giornalisti, scritto con Goffredo Fofi e Michele Serra (EO 1997), Crociate, II millennio dell'odio (Rizzoli 2000). Saul Meghnagi, 61 anni, presiede l'Istituto superiore per la formazione, struttura preposta dalla Cgil alla qualificazione dei propri quadri e alla ricerca sui temi educativi e del lavoro; ha fatto parte del consiglio di amministrazione del Centro europeo per la formazione, e del Comitato direttivo dell'istituto per l'educazione dell'Unesco, e ha preso parte a ricerche internazionali sul rapporto tra formazione e lavoro. L'avvocato Paolo Ravenna è uno degli esponenti più noti della comunità ebraica ferrarese; insieme al padre si salvò dallo sterminio fuggendo in Svizzera dove visse internato in un campo a Tre vano. Dal giorno del suo ritorno si è imposto due compiti che si intrecciano: custodire la memoria e custodire la sua Ferrara. In linea con questo obiettivi, anche come presidente provinciale di Italia Nostra, si è impegnato per il restauro delle Mura, per il recupero dell'antico cimitero ebraico, per la creazione del Parco urbano oggi dedicato a Giorgio Bassani, di cui fu allievo ed amico. Da decenni è dedito al recupero del patrimonio della Comunità ebraica saccheggiato dai fascisti. Ha attivamente partecipato alla fase di ideazione del Museo dell'Ebraismo e della Shoah.