Il vicepremier annuncia fondi per i musei di Roma, tagli a quelli milanesi e chiede contributi a Palazzo Marino e Pirellone È arrivato a Milano per inaugurare l'ennesimo tavolo, questa volta dedicato alla cultura. Ma il ministro e vicepremier, Francesco Rutelli, ha negato i soldi già promessi ed è arrivato a chiedere contributi a Comune, Provincia e Regione. In più durante l'incontro con il sindaco, Letizia Moratti, il presidente della Regione, Roberto Formigoni, e gli assessori alla Cultura, ha annunciato che sono in arrivo finanziamenti straordinari per un nuovo Museo della Scienza a Roma, il tutto mentre il Museo della scienza e della tecnica di Milano è stato abbandonato a se stesso. «Sono insoddisfatta» taglia corto la Moratti. E l'assessore regionale alla Cultura, Massimo Zanello: «L'incontro? Un disastro». Una sintesi è affidata alle vivide impressioni del responsabile della Cultura di Palazzo Marino, Vittorio Sgarbi: «Rutelli? Sembrava la Vispa Teresa. Ha recitato un pezzo alla Breton». Insomma, siamo al surreale. (...) (...) Più garbata nei toni, ma altrettanto drastica nella sostanza, Letizia Moratti. «Sinceramente non sono soddisfatta dei risultati - attacca il sindaco -. È necessaria una maggiore attenzione a Milano nella destinazione delle risorse. Invece la finanziaria ha tagliato i fondi per il Museo della scienza e della tecnica, la Triennale e altri enti milanesi». Sottolineai favoritismi nei confronti della Capitale: «Ci hanno annunciato che verranno stanziati fondi per un nuovo museo della Scienza a Roma. Ma cerchiamo di non far morire quel che c'è già, ovvero il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, che è il più importante». Il sindaco ricorda che il Comune ha già messo a bilancio 7 milioni di euro per l'ampliamento e la ristrutturazione del museo di via San Vittore: «E rischio di non poterli usare perché il ministro ha detto di non avere a disposizione i fondi pubblici che servono a completare l'investimento». Come se non bastasse, sono in arrivo nuove misure pesanti che potrebbero sottrarre soldi alle istituzioni culturali milanesi che ne hanno di propri. Spiega la Moratti: «Una parte della legge Bersani che stanno approvando, e cioè l'articolo 22, addirittura toglie risorse a quegli enti, come la Triennale e il Museo della Scienza e della Tecnica, che hanno fondi propri per il 55-70 per cento». La Moratti completa l'affondo con l'ironia: «Purtroppo abbiamo parlato di cifre e di modalità e il ministro ha chiesto soldi agli enti locali». Una politica che, accusa il sindaco, «non tiene conto del ruolo di Milano, ambasciatrice di cultura nel mondo». Rutelli giura che sono stati affrontati «temi concreti» come l'orchestra Verdi, Brera («si va nella direzione giusta, l'8 giugno ci sarà l'incontro con il ministro della Ricerca») e lo statuto della Triennale («che sarà modificato, come chiesto dal sindaco»). Ma persino l'assessore provinciale alla Cultura, la diessina Daniela Benelli, è costretta a ammettere che di risultati non se ne sono visti: «II fatto positivo è che per la prima volta un ministro della Cultura viene a parlare con i responsabili locali». La realtà è che persino il centrodestra si aspettava di più, almeno un gesto simbolico di attenzione a Milano all'indomani della disfatta elettorale dell'Unione al Nord, i «Invece l'unico dato oggettivo è che per noi non ci sono soldi, ma per altri come Roma ci sono. Che cosa è , venuto a fare Rutelli?» si interroga Zanello. L'orchestra Verdi può contare solo sulla promessa di «uno studio economi-cofinanziario che arriverà , entro luglio, per garantire loro un orizzonte e un avvenire certi». È la new diligence annunciata nei giorni scorso dalla Moratti. Durante il vertice, però, si è appurato che i debiti sono giganteschi, ancora più del previsto: 37 miliardi (di cui 30 sicuri e 7 in proiezione) invece dei 21 di cui si parlava. Sabrina Cottone