Al principio soltanto un po' di umidità sulle pareti, poi il gocciolìo, poi le crepe profonde e minacciose. Oggi, se piove forte, nella chiesa del Gesù Nuovo è consigliabile camminare con prudenza per non scivolare sul marmo zuppo d'acqua. Così è andata anche ieri mattina: e questa volta il parroco Vincenzo Tritto, dopo aver staccato la corrente elettrica e utilizzato le panche come transenne per delimitare la zona a rischio, ha deciso di alzare la voce. «In queste condizioni non si può andare avanti - denuncia il sacerdote - stiamo perdendo, o forse abbiamo già irrimediabilmente perso, i preziosi affreschi del '600 che decorano le cappelle di San Giuseppe Moscati e di San Carlo Borromeo. Opere di Luca Giordano, nel primo caso, che ha dipinto sulle volte le immagini di quattro eroine dell'antico testamento; di Giovanni Bernardino Azzolino nel secondo. Ma non è tutto. Ho paura che con l'andare del tempo si possa anche determinare qualche grave danno strutturale». Secchi e stracci conducono il visitatore verso il luoghi del dissesto. Che sono, prima di tutto, luoghi d'arte e di culto: la cappella Moscati ospita i resti mortali del santo medico canonizzato nell'87 da Giovanni Paolo II e richiama, ogni giorno, una folla di fedeli. La causa dell'attuale e progressiva rovina? Perdite d'acqua dal vicino istituto Pimentel Fonseca, dove gli scarichi delle pluviali convergono su un terrazzino; il terrazzino, sprovvisto di un buon sistema di deflusso, con il temporale si trasforma in piscina; e subito dopo, una goccia dopo l'altra, comincia a regalare umidità alle sottostanti strutture della chiesa. Nelle due preziose cappelle (le prime due della navata destra) il bianco delle pareti si sbriciola come farina, i colori degli affreschi sbiadiscono, un rivoletto d'acqua - sottile ma costante - scivola sui marmi. Due mesi fa l'ennesima lettera di protesta del parroco indirizzata alla Soprintendenza e alla Provincia (ente proprietario della scuola). Un mese fa il sospirato lavoro di riparazione. «Purtroppo si è trattato di un semplice rappezzo - spiega don Vincenzo Tritto - hanno sistemato una guaina e sostituito un collettore, punto e basta. Il tubo nuovo, poi, è molto più piccolo di quello precedente: davvero non si capisce perché». Nulla è cambiato, dunque? L'unico risultato è stato quello di deviare il percorso dell'acqua, precisa il parroco. Nella cappella Moscati piove meno (o almeno così pare), ma ora tutti gli scarichi delle pluviali del Pimentel Fonseca finiscono direttamente nella struttura dedicata a San Carlo Borromeo.