La Repubblica 02-06-07, pagina 3, sezione MILANO Stampa questo articolo Carlo Fontana, ex sovrintendente della Scala: il sindaco non sa valorizzare gli eventi di qualità e spende per iniziative estemporanee le rassegne Sentieri selvaggi è una manifestazione validissima, eppure ha avuto la miseria di 5mila euro In compenso per MiTo il Comune ha investito ben tre milioni i risparmi I tagli alla cultura li ha fatti il governo Berlusconi Prodi semmai ha recuperato gran parte di quei fondi, senza i quali molte istituzioni milanesi avrebbero chiuso il caso chi è l' intervista Carlo Fontana, 60 anni, per quindici sovrintendente scaligero, è senatore dell' Ulivo e membro della commissione Cultura di palazzo Madama. Da quando è stato eletto in Parlamento - il 9 aprile del 2006 - si divide tra Milano e Roma, ma il suo continua a essere uno sguardo attento e informato sulla vita culturale e la produzione artistica milanese. Ieri, appreso l' esito del vertice a palazzo Litta tra il ministro Francesco Rutelli e i rappresentanti degli enti locali, e venuto a conoscenza dell' insoddisfazione del sindaco Letizia Moratti («Il governo deve stanziare più risorse»), il primo commento del parlamentare diessino è stato: «I tagli li ha fatti il suo governo (Berlusconi, ndr), di che si lamenta?» Fondi. Il sindaco dice che l' ultima Finanziaria li ha tagliati drasticamente. E la cultura ne risente. «Non è informata. Forse nessuno le ha detto che il governo Prodi ha portato il Fondo unico per lo spettacolo (Fus) a 444 milioni. Con un piano di incremento di 100 milioni (50 ciascuno) nei due anni successivi. La previsione dell' ultima Finanziaria di Berlusconi per il 2007 era di 270 milioni. Queste sono cifre inconfutabili. E dicono una cosa sola: che l' attuale governo ha invertito la rotta recuperando buona parte di quei soldi che erano stati sottratti alla cultura da chi c' era prima. Altrimenti, le assicuro, le attività dello spettacolo e delle istituzioni culturali milanesi si sarebbero già interrotte da un pezzo». Sarà, eppure il Comune batte cassa con Roma. Triennale, Museo della Scienza e della Tecnica, Brera, Orchestra Verdi - ha chiesto il sindaco - hanno bisogno di più ossigeno. «Vorrei fare una precisazione e una considerazione più generale». Prego. «Distinguerei tra le cosiddette istituzioni milanesi, insomma le eccellenze, tipo Scala, Brera, Piccolo Teatro, Triennale, e le singole iniziative o progetti che vengono messi in campo da una amministrazione. Le prime hanno bisogno di un sostegno continuo da parte del governo, e non mi sembra che manchi. Le seconde vanno inserite in un disegno organico: cioè in una proposta culturale qualificata, in grado di armonizzare anche le istituzioni di cui sopra. Ecco, io questa ampia progettualità da parte del Comune di Milano non la vedo». Questo che significa? «Che i fondi si chiedono quando si hanno dei progetti importanti da realizzare. Quando c' è una coerenza nel programma degli avvenimenti culturali e artistici. Questa giunta mi dà l' impressione di non saper o non voler valorizzare cose di qualità, e di spendere per altre cose sulle quali uno si interroga...» Esempi? «Sentieri selvaggi, una rassegna musicale validissima, ha avuto la miseria di 5mila euro. In compenso per il Mi-To il Comune ha sganciato 3 milioni, e altri 3 li hanno messi i privati che poi sarebbero le ex municipalizzate. Io non dico che il Mi-To sia un' iniziativa negativa in sé. Dico che è estemporanea, e intanto si lascia che l' Orchestra Verdi tiri a campare. Capisce? Non puoi lamentarti con il governo quando dai 3 milioni a un festival musicale di cui, forse, non si sentiva tutta questa necessità». La sua non è nostalgia di un dirigismo culturale ormai superato? «No, è solo il desiderio, da milanese, di vedere una proposta culturale robusta, pensata, in grado di mettere assieme le nostre grandi e blasonate istituzioni. Prendiamo la Triennale. Lì vedo grande vivacità, Rampello ha fatto un ottimo lavoro. Perché il Comune non l' ha mai collegata ad altre istituzioni?». è solo un problema di scollegamento o c' è dell' altro? «è un problema di rapporto tra socialità e cultura. Un Comune deve essere in grado di progettare delle iniziative capaci di costruire una socialità diversa. Il primo obiettivo, oggi, dev' essere questo. La sicurezza non la combatti con la polizia o con un sindaco che promuove i cortei. La combatti facendo incontrare la gente, avvicinandola, aggregando, proponendo delle cose interessanti e di qualità. Così cresce il cittadino, così cresce la città». Torna ai risultati della ricerca Stampa questo articolo
MILANO 'Letizia chiede soldi ma è senza progetti'
Il senatore Carlo Fontana, ex sovrintendente della Scala, ha criticato il sindaco di Milano, Letizia Moratti, per non valorizzare gli eventi di qualità e per spendere fondi per iniziative estemporanee. Fontana ha menzionato come esempio il Sentieri selvaggi, una rassegna musicale che ha avuto solo 5mila euro, mentre il Mi-To ha ricevuto 3 milioni. Il parlamentare ha anche criticato il Comune per non aver collegato le istituzioni culturali, come la Triennale, per creare una proposta culturale robusta. Fontana ha sottolineato che il governo Prodi ha recuperato buona parte dei fondi tagliati alla cultura da Berlusconi e che il Comune di Milano batte cassa con Roma.
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