«Una città ancorata al suo grande passato industriale, portuale, commerciale. Ma anche una città che guarda al futuro, al Mediterraneo, alla ricerca scientifica e alla solidarietà, che vuole entrare nel circuito delle città d'arte, attrarre nuovi investimenti produttivi ed è in grado di mettere al servizio della Comunità europea e internazionale il proprio know how e le proprie alte professionalità». È questa la Genova con la quale Giuseppe Pericu, sindaco e presidente del comitato Genova 2004, vuole presentarsi all'appuntamento che, tra qualche mese, la vedrà diventare Capitale europea della cultura. Un budget stimato in circa 33 milioni di euro. Da spendere come? «Puntando al rinnovamento della città, con interventi duraturi, che valorizzino il suo patrimonio architettonico e artistico. In questa prospettiva si colloca il riassetto complessivo del sistema museale, con la realizzazione di un grande polo centrale costituito dai palazzi Rosso, Bianco e Tursi, con la creazione di un grande museo del mare e della navigazione, nell'area della vecchia darsena nel porto antico, e la valorizzazione dei musei e dei parchi di Nervi. Saranno poi portati a termine alcuni interventi di riqualificazione urbana, con la ristrutturazione di strade e piazze del centro antico, che sarà pedonalizzato, e la realizzazione di un'altra tratta importante della metropolitana, che trasferirà su rotaia il maggior numero di spostamenti». Che cosa significa Genova 2004 per le imprese della città? «Per le piccole e medie imprese, soprattutto artigianali e commerciali, significa moltissimo. A partire dal 1992, con le Colombiane, ha avuto inizio quel processo di trasformazione della città che è proseguito con il G8 e continua ora in previsione di Genova Capitale europea della cultura. La riqualificazione del porto antico e di gran parte del centro storico ha avuto e continua ad avere, anche in vista del 2004, una funzione trainante di uno dei punti cardine dell'economia genovese. Nel cuore antico della città le attività commerciali, dell'artigianale e dei servizi hanno avuto un notevole impulso». Oltre il 2004, quali progetti e strategie? «Genova continuerà a puntare sul porto, che attira 3,5 milioni di passeggeri l'anno: 2,5 milioni sui traghetti e 700 mila sulle navi da crociera. Grazie all'impegno di compagnie quali Costa, Festival e Carnival, abbiamo nuovamente grandi commesse per i cantieri navali. In ambito marittimo la nostra città continuerà a impegnarsi per restare l'approdo più conveniente d'Europa per i traffici via Suez dall'Estremo Oriente. Contemporaneamente, però, punterà a far parte del circuito delle città d'arte, a farsi conoscere come città dell'high tech e della ricerca scientifica. Insomma il nostro obiettivo è che Genova diventi sempre di più un luogo in cui desiderare di andare in vacanza, di andare a vivere, a investire, a studiare».
Manderemo in porto una nuova Genova
Genova, una città con un grande passato industriale, portuale e commerciale, vuole presentarsi come Capitale europea della cultura nel 2004. Il budget stimato è di circa 33 milioni di euro, destinato a rinnovare la città e valorizzare il suo patrimonio architettonico e artistico. Il progetto include la realizzazione di un grande polo museale, la valorizzazione dei musei e dei parchi di Nervi, e la ristrutturazione di strade e piazze del centro antico. Per le imprese della città, il progetto significa opportunità di crescita e sviluppo, soprattutto per le piccole e medie imprese artigianali e commerciali.
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