Il nuovo presidente del Parco: i piani regolatori non servono a niente ci vuole una legge che salvi l'Agro romano A Marino pesanti interventi edilizi. I costruttori risparmiano consumando terreni agricoli e vendono a caro prezzo «I piani regolatori non sono mai serviti a niente». E anche lo strumento dei vincoli è morto. Dunque, se si vuol salvare l'agro romano dal cemento, «serve una norma che si sovrapponga ai piani regolatori, per porre fine a questa devastazione assurda e infame».È insieme un grido d'allarme e una proposta circostanziata, quella che Adriano La Regina, oggi presidente del Parco dell'Appia Antica, ha lanciato in occasione della consegna a Palazzo Valentini del premio Cederna, quest'anno dedicato non a caso all'«ultima campagna intorno a noi», quella che si sta polverizzando sotto il peso delle edificazioni legali. «Per tutelarla - dice l'ex soprintendente - sarebbe opportuno ispirarsi alla cosiddetta legge ponte del '67, che impose ai comuni di perimetrare i centri storici, per consentire solo interventi di restauro e conservazione. La Regione dovrebbe elaborare una norma per stabilire che le aree agricole esistenti vanno perimetrate e non possono più essere oggetto di trasformazione: una norma da inserire nei Prg, primo tra tutti quello di Roma». In caso contrario, non ci sarebbe scampo. «Tutte le zone agricole sono in attesa di essere dichiarate edificabili e i piani regolatori possono essere elusi completamente, come quello del '62. Nè si può pensare - prosegue il professore - di utilizzare i vincoli archeologici. Gli ultimi governi li hanno resi praticamente inapplicabili». Già pronta la risposta alle possibili obiezioni. «Non si dica che edificare in campagna costa meno, perché ci guadagnano solo i costruttori, che pagano meno i terreni ma poi vendono le case a prezzi stratosferici. Piuttosto, per l'emergenza abitativa si costruisca nelle periferie da riqualificare e nelle zone suburbane degradate ». Tra le zone in pericolo, il professore cita Colle della Strega e quella che fa parte del Comune di Marino, ma dovrebbe rientrare nel Parco dell'Appia: la Regione non ha ancora approvato la legge per ampliare il parco «e intanto dice La Regina- il Comune di Marinova avanti col progetto di un pesantissimo intervento da 850 mila metri cubi di cemento». D'accordo con lui, gli esponenti di Italia Nostra e anche Adriano Labbucci, presidente del consiglio provinciale: «Il Prg di Roma non aiuta, anzi si è passati da 41 mila a 56mila ettari di agro romano da urbanizzare. È un paradosso, si continua a costruire, ma non si danno risposte all'emergenza alloggiativa».
La Regina: Appia antica assediata dal cemento
Il presidente del Parco dell'Appia Antica, Adriano La Regina, ha lanciato un grido d'allarme per salvare l'agro romano dal cemento. I piani regolatori non sono serviti a niente e il strumento dei vincoli è morto. La Regina propone di ispirarsi alla legge ponte del '67, che impose ai comuni di perimetrare i centri storici, per consentire solo interventi di restauro e conservazione. La Regione dovrebbe elaborare una norma per stabilire che le aree agricole esistenti vanno perimetrate e non possono più essere oggetto di trasformazione. La legge dovrebbe essere inserita nei piani regolatori, inizialmente quello di Roma. Se non si adotterà questa misura, non ci sarebbe scampo.
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